Chelsea-Juventus, top e flop della serata

La Juventus si è dimostrata una signora squadra in occasione della partita pareggiata ieri contro il Chelsea. La prima di Champions League, dopo mille e più giorni di assoluto digiuno, ha sorriso alla formazione di Antonio Conte (out per squalifica anche in queste circostanze). Sotto di due gol (reti pazzesche messe a segno da un immenso Oscar), i bianconeri hanno trovato il coraggio e la forza di rimontare, prima con Arturo Vidal (che trafigge Cech con una diagonale al limite dell’area), poi con Fabio Quagliarella (assist di Marchisio e fendente rasoterra che passa dritto in mezzo alle gambe del portiere avversario).

La formazione torinese riesce a ribaltare le carte quando tutti la davano per spacciata. Serata no per Andrea Pirlo, che, stramarcato com’era, non ha saputo accedere la lampadina a centrocampo. Decisamente in ombra, i compagni trovano la via del gol a prescindere dal loro regista di ruolo. Lo stesso vale per gli attaccanti: Giovinco e Vucinic sono apparsi sotto tono e poco ispirati. In particolare, l’ex Parma non ha convinto. Le giocate della formica atomica non sono apparse quellea cui ci ha abituati l’anno scorso con la maglia dei ducali. Con l’ingresso di Quagliarella, la squadra ha cambiato volto, acquistando profondità e manovra (i risultati sono sotto gli occhi di tutti).

Didier Drogba ha rifiutato la Juventus

Lo attendevano alla Juventus, ma lui ha rifiutato: Didier Drogba avrebbe potuto chiudere la carriera in bianconero. Qualcosa, però, è andato storto. L’ivoriano, in forza ai cinesi dello Shanghai Shenhau, aveva ricevuto l’offerta di Marottail 28 del mese di agosto (a tre giorni dalla chiusura del mercato). Decisamente poco per poter organizzare di rescindere con gli asiatici (pagando una salatissima penale) ed approdare alla corte di Antonio Conte come se nulla fosse.

Sarebbe stato, questo, il colpo di mercato, annunciato e non realizzato, dalla società di Corso Galileo Ferraris. Il top player si è visto costretto a rifiutare la proposta faraonica avanzategli dalla dirigenza torinese: pronti per un biennale per un ammontare complessivo di 10 milioni netti più un bonus di 500 mila euro nel caso in cui l’ex Chelsea fosse riuscito a giocare più del 70 % delle gare stagionali. L’offerta, non vantaggiosa come quella dei cinesi, gli avrebbe aperto le porte di un club in continua ascesa, offrendogli la possibilità di giocare la prossima Champions League da assoluto protagonista.

Josè Mourinho ha un debole per Antonio Conte

Forse non tutti sapevate che Josè Mourinho, ritenuto da molti il miglior tecnico in circolazione, ha un debole per il calcio di Antonio Conte, allenatore della Juventus, attualmente fuori dai giochi per la lunga squalifica commissionatagli dalla Lega Serie A per omessa denuncia nell’ambito dell’inchiesta Calcioscommesse. A margine della riunione dei tecnici delle grandi d’Europa, organizzata, come di consuetudine, dalla Uefa, lo special one ha speso parole di elogio per il collega, assente alla rappresentanza per ovvie ragioni. Il portoghese tesse così le lodi di Conte: “E’ uno come me. E’ un vincente e ha un grande carisma. Mi onora il fatto che venga chiamato il Mourinho italiano: mi piace molto come allenatore. Non capisco perché non sia qui all’incontro dei tecnici: mica stiamo giocando con le nostre squadre, è un semplice incontro in terra neutrale“.

Sull’imminente debutto della Juventus in Champions League, Mou prosegue dicendo: “La Juve è una grande squadra e vederla andare avanti in Champions è normale. Sarei sorpreso se riuscisse a trionfare al primo colpo dopo un anno senza coppe, ma non mi stupirei se arrivasse in semifinale“. Ha parlato della Vecchia Signora anche Carlo Ancelotti, tecnico del Paris Saint-Germain: “E’ una Juve da Champions, la squadra di Conte può stupire anche in Europa. Lo scudetto è stato solo un aperitivo. Con la Champions il club bianconero ha un conto aperto, faranno parecchia strada“.