Flop Napoli, i tifosi rifiutano le maglie dei giocatori

Bruttissima prestazione del Napoli a Dnipro contro la seconda in classifica del campionato ucraino (sotto soltanto allo Shakhtar). La squadra di casa infila la difesa partenopea tre volte, su altrettante disattenzioni che care sono costate. Mai come ieri, il Napoli si è mostrato completamente allo sbando, ed in totale balia dell’avversario. Si stenteva a riconoscerlo: le seconde linee scelte per la gara hanno fatto una fatica bestiale.

La partita cambia un po’ i connotati con l’ingresso in campo di Cavani, Pandev e Inler, ma l’inerzia del match è ormai dalla parte del Dnipro. I circa 160 tifosi azzurri presenti si sono infuriati tantissimo, tanto da rifiutare le maglia che i giocatori si erano premurati di lanciare a ridosso del settore ospiti. Un gesto sicuramente forte e di grande impatto.

In sede di campagna acquisti la società aveva lavorato per la strutturazione di una rosa fatta di 22 giocatori intercambiali, 2 per ruolo, per poter gestire al meglio le fatiche degli impegni ravvicinati, in campionato e in Coppa. Il Napoli 2, però, non gira come si era sperato. Pur potendo contare su discreti giocatori, la squadra in questione non appare amalgamata abbastanza per poter ben figurare nell’ambito della competizione. De Laurentiis avrà fatto male i conti?

Roberto Donadoni, dal rinnovo col Parma al carcere

Roberto Donadoni rischia il carcere: la vita del tecnico dei ducali potrebbe cambiare completamente dall’oggi al domani, proprio 24 ore dopo l’ambito rinnovo fino al 2015. Un destino davvero credule e beffardo quello dell’allenatore. Quando pensava di aver trovato il giusto equilibrio, ecco che qualcosa subentra a dissestare tutto, mettendo la sua quotidianità in discussione.

L’ex cittì della Nazionale è in bilico tra galera e libertà per aver condotto all’interno della sua masseria lavori non conformi all’ordinanza emessa dal comune di Fasano. In altre parole, Donadoni rischia una condanna per abusivismo edilizio. Per fortuna del nostro calcio, e per sua sfortuna e negligenza (anche se la cosa è ancora tutta da comprovare), il tecnico gialloblù s’ visto sequestrare la tenuta ‘Monsignore’, di proprietà sua e della moglie Cristiana Radice.