Pirlo: “Via dal Milan perché scaricato da Allegri”

Il centrocampista della Juventus neo campione d'Italia, confessa che in rossonero per giocare avrebbe dovuto cambiare ruolo.

di Alessandro Mannocchi 11 Maggio 2012 10:13

Dopo aver vinto lo scudetto, Andrea Pirlo ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Infatti, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport ha lanciato parole al veleno nei confronti del suo ex allenatore ai tempi  del Milan Massimiliano Allegri.

Sui motivi che lo hanno allontanato dalla società rossonera Pirlo è categorico: Sono stato scaricato da Allegri. Nel mio ruolo voleva far giocare altri. Voleva piazzare davanti alla difesa Ambrosini o Van Bommel e io avrei dovuto cambiare ruolo. Pentiti? Non lo so. Ma durante la stagione molti miei ex compagni mi hanno detto che sentivano la mia mancanza. Io sono contento, ho vinto”.

Il regista della Nazionale ribadisce la propria felicità nell’aver scelto la Juventus. “Sapevo già a giugno che avremmo vinto. Conte è un grandissimo allenatore. Io ne ho avuto tanti, ma nessuno così meticoloso nel lavoro e bravo a spiegare le cose. Dal punto di vista tattico e didattico è perfino più bravo di Ancelotti e Lippi che pure hanno tanta qualità”.

Secondo il suo compagno di squadra Buffon, Pirlo sarebbe più importante di Ibrahimovic. “Lo ringrazio, ma abbiamo ruoli diversi: lui fa i gol, io li costruisco. Domenica mi piacerebbe servire un assist vincente a Del Piero, la cosa mi renderebbe molto felice”

Sulla questione della terza stella, l’ex giocatore dell’Inter non si sbilancia. “Non entro nel merito. Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte. Furono campionati vinti sul campo”.

Spostandoci ai prossimi Europei, Pirlo appare molto fiducioso. “L’obiettivo minimo? La semifinale. Siamo forti e giocheremo per vincere. Il blocco Juve è una bella base da cui partire”.

Auguriamoci dunque che Pirlo confermi il proprio stato di forma anche in Ucraina e Polonia. Il metronomo bianconero potrebbe diventare infatti decisivo per far conquistare alla nostra Nazionale un trofeo che manca dal lontano 1968.

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