Moratti a ruota libera: “Ranieri è un signore. Gasperini a rovinare tutto”

Il presidente dell'Inter secondo alcuni si sarebbe fermato a parlare con due studenti nel centro di Milano, rivolgendo parole non proprio al miele per il tecnico Gasperini.

di Ivano Sorrentino 27 marzo 2012 23:33

Quando le voci non sono ufficiali devono essere prese sempre con le cosiddette “pinze” ma pare proprio che il presidente Massimo Moratti si sia lasciato andare a dichiarazioni non certo diplomatiche. Il presidente dell’Inter infatti è stato visto mentre chiacchierava con due neolaureati nel cortile dell‘Università Statale di Milano, proprio nel cuore della città lombarda. Il massimo dirigenze del club nerazzurro avrebbe infatti risposto ad alcune domande di giovani tifosi, i quali hanno chiesto al presidente i motivi reali della stagione fallimentare.

Moratti ha risposto scaricando tutta la colpa sul primo allenatore Gasperini, ritenendo invece assolutamente innocente Claudio Ranieri, di cui avrebbe sottolineato la grande correttezza e professionalità:‘Ranieri e’ una bravissima persona, molto intelligente, pensavo mi mandasse a quel paese ieri sera e invece mi ha pure detto di essere disponibile a fare l’osservatore, un vero signore!”. Queste parole dunque farebbero capire che il presidente non si è assolutamente lasciato in cattivi rapporti con l’allenatore romano, e fa presupporre l’esistenza di un rapporto di stima reciproca fra i due.

Non si può dire però che Moratti provi la stessa stima anche nei confronti di Gasperini: “La colpa per il disastro di questa stagione e’ di Gasperini, ha rovinato tutto, ha tolto la grinta all’ambiente e si lamentava in continuazione contro i giocatori, davvero pessimo”. Insomma parole pesanti che, qualora dovessero essere confermate dallo stesso Moratti, getterebbero altre polemiche su un Inter sempre più allo sbaraglio. In molti però sono convinti che la reale colpa della stagione fallimentare sia da suddividere tra le varie componenti che compongono la società. Se è vero che gli allenatori non hanno di certo dato il massimo, è anche vero che alla fine sono i giocatori che vanno in campo, e che sono i dirigenti che comprano gli stessi calciatori. La colpa dunque non è di un singolo individuo ma è da dividere tra le varie componenti.

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