Ibrahimovic spaventa il Milan

L'attaccante svedese non ha nascosto il suo disappunto per la stagione dei rossoneri, che si concluderà senza titoli.

di David Spagnoletto 7 Maggio 2012 12:27

La delusione del Milan ha la faccia triste di Zlatan Ibrahimovic. Lo scudetto gettato al vento e l’eliminazione dalla Champions League hanno tolto tranquillità al volto sicuro dell’attaccante svedese, che al quotidiano del suo paese Aftonbladet ha detto:

“Io non sono abituato a non vincere. La Juve non ha perso una sola partita e bisogna farle i complimenti, però lo scudetto gliel’abbiamo regalato soprattutto noi. Aspettavo con ansia quest’annata e sul piano personale non posso dire che non sia andata bene: ho battuto tutti i record del Milan, mi resta soltanto quello vecchio di Nordhal. Però stavolta non ho vinto niente”.

Il numero 11 rossonero ha un contratto fino al 2014 che intende rispettare:

“Non ho cambiato idea. Io ho un contratto di altri due anni e sono felice di rimanere a Milano, voglio vincere qui. Non ho dubbi su me stesso. La questione è se i dubbi li ha il club sull’intero progetto, sui giocatori, sul futuro”.

Progetto su cui Ibra ha dei dubbi:

“Non può succedere, in una grande società, che per tutto il tempo manchino 14-15 giocatori, su una rosa di 30. Non è una cosa normale, a me non era mai capitato. C’è qualcosa che non va e che deve essere cambiato. Se avessimo avuto la squadra al completo, avremmo avuto ottime possibilità di portarci a casa lo Scudetto. Invece gli infortuni sono proseguiti per tutta la stagione: anche in questo derby con l’Inter ne abbiamo avuto altri due. Qualcosa deve assolutamente cambiare”.

Sibillina una frase dello scandivano su Massimiliano Allegri: “Credo che abbia la fiducia della squadra“. L’allenatore toscano a parole è stato riconfermato da Berlusconi e Galliani. A parole, perché nei fatti le cose potrebbero cambiare se l’ex Cagliari dovesse trovare una squadra, che permetta al Diavolo di risparmiare i soldi del contratto che scadrà nel 2014 e puntare su un nuovo mister.

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