Ecco il grande sogno di Diego Armando Maradona

L'ex Pibe de Oro parla a ruota libera su diversi argomenti. Senza trascurare il suo Napoli.

di Alessandro Mannocchi 7 giugno 2012 16:10

Siamo alla vigilia di Euro 2012, e prima di un appuntamento così importante è tornato a parlare Diego Armando Maradona. L’ex Pibe de Oro si è concesso al settimanale L’Espresso.

Maradona, ora allenatore dell’As Wasl a Dubai, confessa di avere nostalgia del nostro Paese. “Io amo l’Italia e desidero con tutto il mio cuore tornare in Italia, anche per aiutare i bambini più bisognosi a giocare al calcio vero”. Parlando di Italia, non ci si poteva non soffermare sull’amato Napoli, e sulla posbbilità di allenarlo. “E’ un bellissimo sogno. E il tempo risponderà. Nel mio cuore c’è l’azzurro del Napoli. E il Napoli vinceva e, ancora oggi, batte la Juve. E poi i tifosi napoletani sono una forza della natura”. Maradona incensa la città del Vesuvio. “Mi mancano i napoletani, l’energia dei tifosi, il sole e l’amore della gente a cui io ho dato tanto naturalmente”.

L’ex n°10 partenopeo dice la sua anche sulla vicenda calcioscommesse. “Nei miei anni c’era un altro calcio. Si giocava con i piedi e con la testa, collegati al cuore. Si rideva, si esultava e si piangeva. Ora troppi giocano cone le carte e con il denaro, inquinando lo sport”. Alla domanda se gli hanno mai proposto di vendere una partita del Napoli, Maradona risponde seccamente: “Mai. Li avrei presi a calci. Non si possono deludere i tifosi, che si sacrificano e piangono per te. E poi questo scandalo fa male troppo ai bambini, che sognano i campioni”.

Maradona parla anche della nostra Nazionale in vista dell’imminente sfida di domenica contro la Spagna. “Certo la Spagna gioca forte e l’Italia parte sfavorita. Ma quando è ferita come nel ’90, l’Italia poi può vincere… il calcio è sempre una sorpresa ed è per questo che è bello”.

Alla domanda se Maradona è il più grande di tutti i tempi, l’ex Pibe de Oro risponde in maniera diplomatica, ma lancia una sfida. “Questo lo deve stabilire il tempo che è il miglior giudice, ma posso sempre sfidare chi vuole sul campo”.

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