De Laurentis contro tutti: “Il Napoli non va a Pechino”

Il presidente della squadra campana è contrario alla scelta di giocare la Supercoppa Italiana in Cina.

di Ivano Sorrentino 28 Luglio 2012 13:22

Continua ad essere furioso il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis che, dopo aver protestato perchè a suo parere il calendario metteva troppo in difficoltà il suo Napoli sul finire di stagione, ora parla anche della Supercoppa Italiana. Gli azzurri infatti, detentori della Coppa Italia, dovranno volare a Pechino per giocare nuovamente contro la Juventus. Da qualche tempo però la sede della finale di questo trofeo tutto italiano è stata spostata in oriente, precisamente a Pechino dove migliaia di fan del calcio italiano aspettano con ansia questo evento per poter assistere ad uno spettacolo raro per loro.

Il presidente dei campani però non ci sta, e considera un inutile dispendio di energie la trasferta cinese:“Perché affrontare un viaggio in Oriente nel pieno della preparazione? No, il Napoli non andrà a Pechino. È una trasferta pazzesca, uno stress inutile”. Insomma De Laurentis ancora una volta dimostra in maniera diretta e schietta il suo pensiero e cerca anche di convincere i dirigenti juventini. Il presidente infatti avrebbe contattato Andrea Agnelli per avere un confronto e cercare di spostare la sede della partita altrove, ecco le parole di De Laurentis:“Mi spiegate a cosa serve andare in Cina  a pochi giorni dall’inizio del Campionato? – avrebbe detto De Laurentiis – E poi, cosa rappresenta questa Supercoppa?”.

In effetti una partita tutta italiana potrebbe essere tranquillamente giocata sul suolo italico, ma anche questa volta il calcio si piega ad interessi economici come quello di cercare di espandere il giro d’affari del pallone nella prosperosa Cina. Tra l’altro, oltre De Laurentis, anche i tifosi partenopei si sono ampiamente schierati contro la sede della Supercoppa. Nei pressi dello stadio infatti sono apparsi numerosi striscioni del tifo organizzato azzurro che invitano tutti i sostenitori a boicottare la partita in quanto la distanza proibitiva vieta ad un grande numero di supporters a recarsi allo stadio per sostenere la propria squadra.

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