Calciatori musulmani pregano, ma il commentatore: “Mangiano l’erba”

La gaffe è di Gary Lineker, voce di Al Jazeera. Dopo le proteste del web, arrivano le scuse: "Non conosco la religione di ogni calciatore".

di Antonio Ferraro 9 Ottobre 2012 15:23

Ex attaccante di Tottenham, Barcellona e della Nazionale inglese, da qualche anno Gary Lineker ha intrapreso la carriera televisiva nell’emittente araba Al Jazeera.

L’ex calciatore era stato chiamato a commentare il match di Champions League del 3 ottobre scorso tra Schalke 04 e Montpellier, terminato 2-2. Al quarto d’ora circa del primo tempo la squadra transalpina è passata in vantaggio con un goal di Karim Ait-Fane. Il centrocampista francese classe ’89, dopo aver segnato il gol, si è inginocchiato e insieme al suo compagno di squadra marocchino Younes Belhanda ha iniziato a pregare nella tradizionale posizione musulmana.

Qui si è consumata una delle più grandi gaffe mai sentite dalla bocca di un commentatore sportivo. “Uno sforzo incredibile di Karim Ait-Fane che ha segnato da fuori area e poi ha cominciato a mangiare erba, le parole di Lineker, che ha equivocato completamente l’esultanza dei due calciatori.

Non si è fatta attendere la reazione del web. “Questo commento è stupido ed è pieno d’ignoranza” ha scritto un utente su Twitter. “Commento idiota”, si legge sempre sullo stesso social network. Indignazione anche dal mondo islamico: “Il fatto che questo commento sia stato fatto su una rete musulmana è ancora più inaccettabile – ha commentato a Goal.com l’imam di Londra Ajmal Masroor – “I giocatori volevano solo ringraziare Dio per il goal appena segnato. Dire che stavano mangiando erba è davvero scandaloso. Dovrebbe chiedere scusa o essere licenziato da Al Jazeera. Se i giocatori avessero fatto il gesto della croce e il commentatore televisivo li avesse derisi, mi sarei ugualmente offeso”.

Poche ore dopo il putiferio scatenatosi sul web, Lineker ha chiesto scusa per l’accaduto attraverso il suo account di Twitter: “Chiedo scusa, ma non sono a conoscenza della religione di ogni calciatore. Ho pensato che fosse un modo bizzarro di celebrare il goal. Non avevo la minima idea che il gesto avesse connotazioni religiose. Chiedo di nuovo scusa“.

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