Terry assolto per gli insulti razzisti: i motivi della corte

Il difensore inglese è stato assolto per insufficienza di prove dall'accusa di aver rivolto insulti razzisti ad Anton Ferdinand.

di Ivano Sorrentino 13 Luglio 2012 23:08

La corte londinese ha assolto il difensore del Chelsea e della nazionale inglese John Terry dall’accusa di di aver rivolto alcuni insulti razzisti al giocatore dei Queen Park Rangers Anton Ferdinand.I giudici infatti, dopo aver accuratamente esaminato una lunga serie di filmati, hanno decido di assolvere Terry per insufficienza di prove in quanto da tutti i video esaminati non c’era la traccia visibile degli insulti che il giocatore avrebbe rivolto a Ferdinand.La corte però ha voluto comunque ringraziare Ferdinand per il coraggio mostrato nel denunciare l’accaduto e per la sua lotta personale verso ogni forma di razzismo, sia nel calcio che nello sport in generale.

Dopo la sentenza il primo a parlare è stato l’avvocato di Terry che si è detto molto entusiasta per il verdetto dei giudici:“John Terry non ha insultato con epiteti razzisti il signor Ferdinand e la corte lo ha confermato. John desidera ringraziare i suoi avvocati per il lavoro compiuto, così come la sua famiglia, tutti gli amici e il Chelsea per il sostegno ricevuto in questi giorni”. Simili parole sono arrivate anche da alcuni dirigenti del Chelsea presenti al processo, che non hanno sicuramente nascosto la loro felicità per aver riavuto il giocatore:”Siamo felici che John adesso possa tornare a concentrarsi sul calcio e riprendere gli allenamenti come ha sempre fatto”.

L’episodio incriminato era avvenuto durante una gara di campionato dello scorso ottobre quando il Chelsea aveva affrontato in trasferta il QPR. L’arbitro assegnò un aclcio di rigore e i due giocatori si scambiarono una serie di insulti tra i quali, secondo Ferdinand, Terry ne pronunciò anche alcuni razzisti. L’episodio convinse la federazione inglese a togliere la fascia di capitano della nazionale al difensore dei blues e fece scaturire le dimissione dell’allora ct inglese Capello che credeva che il giudizio contro Terry fosse stato troppo frettoloso.

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