Real, Ramos: “Tirerei di nuovo quel calcio di rigore”

Il terzino spagnolo ha espresso il suo rammarico in conferenza stampa per il penality fallito: voleva tirarlo a tutti i costi.

di Ernesto Vanacore 26 Aprile 2012 13:00

Ancora una volta si è avuta la dimostrazione che nel calcio nulla deve darsi per scontato. La finale di Champions League sarà Bayern Monaco – Chelsea, a dispetto di ogni pronostico. Gli inglesi hanno recentemente eliminato gli alieni del Barcellona, mentre i padroni di casa della finale hanno sconfitto il Real Madrid ai calci di rigore.  Camp Nou e Santiago Bernabeu pronti a festeggiare l’approdo in finale che, purtroppo per i campioni di entrambe le squadre, non è arrivato.

A seguito dell’eliminazione col Bayern, ha parlato il difensore del Real Madrid Sergio Ramos, autore del rigore fallito che ha spianato la strada verso la vittoria a Bastian Schweinsteiger e al suo Bayern: “Se dovessi battere un rigore nella stessa situazione lo rifarei. Non si tratta di essere rigorista o meno, nella nostra squadra siamo tutti in grado di tirare un calcio di rigore, è tutta una questione mentale“,  ha detto lo spagnolo campione d’Europa e del Mondo, che ha poi proseguito, sempre sul sito ufficiale della Uefa: “Quando senti di avere abbastanza fiducia per fare una cosa del genere, la fai per aiutare la squadra. Anche Cristiano (Ronaldo), per me il calciatore più forte al mondo, ha sbagliato diversi calci di rigore importanti in carriera: col Manchester gli andò bene, con noi stavolta no, ma non per questo è stato criticato, anzi. Arrivare in finale di UEFA Champions League grazie ai calci di rigore rappresenta un’immensa pressione ma personalmente non ho mai avuto problemi. Abbiamo dato il sangue e l’anima sul campo e tutto ciò che possiamo dire è il rammarico di uscire ai rigori. Il Bayern ha giocato meglio di noi, i rigori poi li battono i giocatori che se la sentono, non siamo qui per fare rimproveri a nessuno. Ci è stato detto che se avessimo giocato il ritorno in Germania ci avrebbero umiliati ma non è così, a volte giocare in casa vuol dire non deludere la fiducia dei tifosi e questo può essere motivo di ulteriore pressione. Comunque sia, la vita va avanti e dobbiamo subito pensare alla prossima gara (contro il Siviglia) domenica”.

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