Real Madrid, Mourinho denuncia un redattore di Marca

Il giornalista, Roberto Palomar, lo aveva definito "il tipo di persona che dopo aver colpito qualcuno se la dà a gambe".

di Antonio Ferraro 20 Settembre 2012 18:17

È un rapporto decisamente burrascoso quello che continua ad avere José Mourinho con la stampa spagnola. Probabilmente lo Special One, dopo aver vissuto l’esperienza italiana, con tutti i problemi del caso, non si sarebbe aspettato una vita così difficile in Spagna dal punto di vista della comunicazione. Neanche l’incredibile vittoria nella gara d’esordio in Champions League contro il Manchester City è servita a riconciliare l’allenatore del Real Madrid con i giornalisti.

Stavolta la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un articolo apparso il 17 settembre scorso sulle colonne del noto quotidiano Marca, a firma di Roberto Palomar. Nell’articolo si legge che Mourinho è il tipo di persona che dopo aver colpito qualcuno se la dà a gambe“. Come da copione, la risposta del tecnico portoghese non si è fatta attendere a lungo. Lo Special One, infatti, ha dato mandato ai suoi legali di intentare una causa civile contro il redattore di Marca.

“L’espressione è oggettivamente vessatoria e l’uso di questa non era affatto necessario a raggiungere lo scopo dell’articolo”, si legge all’interno di un comunicato diramato dagli avvocati di Mou e riportato dall’Ansa. “Mourinho conosce pienamente l’importanza della libertà di espressione, e non affronta né intraprenderà mai azioni legali contro le critiche giuste”. Fatto sta che per la seconda volta in pochi mesi il tecnico portoghese ha dovuto ricorrere alle vie legali per tutelare la sua immagine da attacchi giornalistici. Il precedente risale al caso del giornalista de El Pais, Charles Bouvier, che senza troppi giri di parole definì Mourinho un “nazista portoghese”.

A titolo di risarcimento per il danno subito, Josè Mourinho ha chiesto a Palomar una rettifica della frase scritta nell’articolo e 15 mila euro. Lo Special One ha specificato che nel caso in cui vincerà la causa, devolverà la suddetta cifra alla squadra di calcio in cui gioca il figlio.

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