Partite in streaming, sequestrati 10 siti per denuncia Mediaset

I 10 siti pirata sono stati oscurati con effetto immediato

di Nadia Napolitano 17 Gennaio 2013 12:16

Lo streaming delle partite di calcio subisce una bella stangata. Dieci siti pirata sono stati oscurati e posti sotto sequestro dalla polizia postale per denuncia delle reti Mediaset. La decisione, presa dal gip Andrea Ghinetti, ha ritenuto le gara di Serie A e Champions League prese in esame opere da tutelare a fini tecnici e creativi.

I portali sequestrati sono i seguenti: www.webcaston.com, www.freedocast.com, www.veemi.com, www.limev.com, www.mips.tv, www.hqeast.tv, www.dinozap.tv, www.hdeaster.net, www.ilive.to e www.LiveScoreHunter.tv.

Gli utenti, che usavano appoggiarsi a suddetti domini, da oggi in poi vedranno oscurati i propri canali di visualizzazione, e costretti così, com’era giusto che fosse, a sottoscrivere un abbonamento per la regolare visione dei match. Il dottor Ghinetti si è così pronuciato in merito: “Malgrado le partite di calcio non siano da considerarsi opera intellettuale le videoriprese di tali eventi, allorquando si caratterizzano per uno specifico apporto di tipo tecnico e creativo, possono rientrare tra le opere tutelate“.

La sentenza recita testuali parole: “Dalla denuncia presentata emerge che oggetto di abusiva immissione e trasmissione attraverso la rete internet sono alcuni programmi televisivi prodotti da Rti (società del gruppo Mediaset), partite di campionato di calcio di Serie A per la stagione 2011/’12, nonché incontri di Champions League ed Europa League per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012, trasmissioni televisive ed eventi calcistici che Rti mette in onda attraverso le emittenti nazionali o sulla piattaforma pay-tv Mediaset Premium. I siti pirata in modalità streaming mettevano a disposizione le immagini relative agli incontri calcistici in tempo reale, in maniera pressoché affine alla tradizionale trasmissione televisiva in diretta“.

Sentenza condivisibile e giusta, non c’è che dire. Solo qualche mese fa, precisamente a novembre, lo stesso destino era stato riservato al noto portale Avaxhome, sorgente abusiva di quotidiani cartacei in versione digitale, utilizzato per rassegne stampa e consulti giornalieri. A chi altri toccherà adesso? Avanti il prossimo.

Commenti