Parte la Coppa D’Africa, tra grandi assenze e le speranze di Gabon e Libia

di Ivano Sorrentino 19 Gennaio 2012 12:11

Per molti è solamente il torneo che porta via dai maggiori campionati europei i migliori giocatori africani in circolazione, ma per altri la Coppa D’Africa ha lo stesso fascino di un Europeo e, perchè no, anche di un mondiale. Ad affrontarsi infatti sono spesso squadre dall’organizzazione tattica discutibile ma che in campo mettono l’anima fornendo agli spettatori uno spettacolo agonistico che raramente si vede in altre circostanze. Il primo motivo per seguire la competizione è fornito dallo stesso paese ospitante: il Gabon. La nazione africana infatti cerca attraverso la manifestazione di risollevare la sua economia, una delle più povere del paese. In effetti la Coppa d’Africa ha già fatto lievitare di alcuni punti percentuali il prodotto interno lordo del paese, e si stima un ulteriore aumento durante la competizione.

Non sono mancati però anche i problemi come ad esempio il black-out totale che ha colpito lo stadio di Libre-ville, dove si terrà la finale, nel giorno della sua inaugurazione. Se si guarda alle squadre in campo però non si può non notare l’assenza di quelle che da tutti vengono considerate le squadre più forti del continente. Mancano infatti alla lista delle 16 qualificate il Cameroon di Eto’o, l’ottimo Egitto, e anche il Sud Africa padrone di casa dei mondiali del 2010. I favori del pronostico dunque sono tutti rivolti alla Costa D’Avorio di Didier Drogba che, nonostante non stia brillando al Chelsea, viene considerato come l’indiscusso trascinatore della sua rappresentativa.

Attenzione però anche all’outsider, sopratutto alla Libia. La partecipazione alla competizione avrà per lo stato libico un sapore particolare in quanto è la prima volta che la nazionale partecipa ad una competizione da quando è caduto il regime Gheddafi. In molti dunque sostengono che la nazionale, che tra l’altro anche da un piano tecnico può tranquillamente giocarsela, darà il massimo per regalare alla sua gente questo storico trofeo. Una competizione che dunque porta con se valori che esulano dall’ambito sportivo avendo come obbiettivo dichiarato anche una crescita sociale ed economica del continente africano.

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