Juventus: 20 milioni per Vargas

20 milioni. E’ quanto la Juventus, secondo Itasportpress.it, sarebbe disposta a spendere per l’acquisto di Juan Manuel Vargas, laterale sinistro della Fiorentina. La dirigenza bianconera avrebbe messo il piede sull’acceleratore per aggiudicarsi il peruviano, che ormai considera chiusa la sua esperienza con la maglia viola.

Vargas è un giocatore ideale nel modulo di Antonio Conte, perché riesce a essere incisivo in attacco senza lasciare scoperta la fascia, soprattutto quando è schierato a centrocampo. Posizione che il tecnico juventino ha in mente per lui. Sull’ex Catania c’è anche lo Zenit San Pietroburgo, ma se l’offerta di Beppe Marotta dovesse corrispondere al vero, la concorrenza russa verrebbe spazzata via.

Chelsea: 30 milioni per Pato

Cambiano gli allenatori, ma il Chelsea ha sempre gli stessi obiettivi. Dopo Ancelotti, anche Villa Boas vuole vestire di Blues Alexandre Pato. L’allenatore portoghese ha chiesto a Roman Abrahmovic di mettere sul piatto della bilancia 30 milioni di euro, che però non sarebbero tutti cash.

La società londinese, infatti, è disposta a spendere 20 milioni di sterline più uno fra Salomon Kalou e Nicolas Anelka. Dalla società Milan nessuna dichiarazione in merito, visto l’impegno nella Supercoppa italiana a Pechino contro l’Inter il prossimo 6 agosto.

Luis Enrique: “Non ho la bacchetta magica, non sono Harry Potter”

Non ho la bacchetta magica, non sono Harry Potter”. Il paragone già fatto da Mourinho è stato ripreso da Luis Enrique, che ha difeso il suo operato e quello della sua squadra. Squadra che sta nascendo pian piano ed è ancora in fase evolutiva, perché come ha ricordato il tecnico asturiano: “E’ una Roma competitiva ma servono ancora degli innesti. Dove? Non lo dico”.

Per l’ex allenatore del Barcellona B bisogna che ci sia “la voglia e l’orgoglio di venire alla Roma e di vestire questa maglia”. Il riferimento è a Mirko Vucinic, che ha preferito lasciare la Capitale per approdare alla Juventus.

I possibili innesti non preoccupano Luis Enrique che ha detto: “Già nel Barça B mi trovavo spesso ad allenare giocatori nuovi. L’età? Non importa, non ho mai guardato la carta d’identità di un giocatore ma solo il suo impegno in campo”.