Marchisio suona la carica e difende Conte

Il centrocampista juventino cerca di spronare la sua squadra in vista della gara contro il Napoli e difende il suo allenatore.

di Ivano Sorrentino 8 Agosto 2012 13:18

Claudio Marchisio è sicuramente uno degli uomini simbolo della Juventus attuale e proprio per questo sente la responsabilità di caricare tutta la squadra in vista della prima grande sfida della stagione contro il Napoli. Il centrocampista sa bene che contro i partenopei la sua squadra ha sempre sofferto, ma dall’altro lato è convinto che con una buona prestazione la Juve può tranquillamente aggiudicarsi la Supercoppa Italiana:”Siamo molto carichi, il Napoli ci ha sempre messo in difficoltà, ma noi siamo pronti. I nostri avversari ogni anno sono migliorati e anche in campionato saranno rivali pericolosi insieme a Inter, Milan, Roma e Udinese. La Supercoppa è un trofeo molto importante, siamo campioni in carica e abbiamo l’occasione per dimostrare di essere ancora i più forti. Questa maglia ha sempre fame…“.

In panchina però non ci sarà il tecnico che ha portato la Juventus alla conquista dello scudetto, . Marchisio tuttavia non sembra essere molto preoccupato e approfitta della conferenza stampa per dimostrare tutto il suo sostegno all’allenatore:”E’ chiaro che non è tranquillo per tutto quello che sta accadendo, ma lui per noi è un esempio perché in campo non fa trasparire nulla, ci sgrida come sempre, lavora come sempre, ci trasmette la solita carica. Quindi per noi lui deve essere un grande esempio di come ci si debba concentrare solo ed esclusivamente sul lavoro“.

Le ultime parole del giocatore sono poi dedicate tutte alla vicenda della maglia numero 10. In molti infatti avevano proposto, dopo l’addio di Del Piero, a Marchisio di indossare la casacca appartenuta ad Alex, ma il giocatore non sembra essere assolutamente daccordo:”I cori dei tifosi cinesi per lui ci fanno capire la sua importanza. Vedere il suo armadietto vuoto a Vinovo mi ha fatto un certo effetto. Ale resta un esempio per tutti noi. Prendere la sua maglia? Da ragazzino giocavo con il 10, ma ormai sono affezionato al numero 8 che mi fotografa meglio come calciatore. Adesso faccio il centrocampista e non sono nè Platini, nè Baggio, nè Del Piero, gente che l’ha indossata alla Juve e che con una magia faceva emozionare il pubblico, non sono uno che risolve le partite con un colpo, quindi non meriterei mai di poter indossare questa maglia…“.

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