La caduta delle big in Champions

Milan, Arsenal, Real Madrid e Manchester City ci lasciano le penne. Paris Saint Germain e Porto sono l'eccezione in uno scenario da caduta degli dei.

di Antonio Pio Cristino 25 Ottobre 2012 10:29

Il mercoledì del terzo turno di Champions League sarà ricordato per una serie di risultati inaspettati che complicano, in certi casi quasi irrimediabilmente, il cammino qualificazione di alcune delle formazioni più blasonate d’Europa. E’ il Manchester City di Roberto Mancini ad aver pagato lo scotto più grande di una mentalità europea ancora non formata. I celesti di Manchester, come già accadde nella scorsa edizione, confermano infatti il loro scarso feeling con la massima competizione europea per club, subendo un pesante 3-1 dall’Ajax all’Amsterdam Arena, e precipitando all’ultimo posto dell’ostico girone C con un solo punto conquistato. Il paradosso della formazione campione d’Inghilterra, tanto regolare e vincente in Premier League, quanto a volte squallida in Champions, sta in un gioco di squadra non ancora identificato nonostante la presenza di tanti campioni. Il Manchester City gioca male e se in campionato può bastare una giocata come quella di ieri sera di Nasri, in Champions puoi incontrare De Jong, Moisander e Eriksen, i lancieri che ribaltano il risultato e ti condannano alla seconda sconfitta stagionale nel torneo.

La terza giornata del girone C è fatale anche alla corazzata Real Madrid, sconfitta 2-1 in casa del Borussia Dortmund. La sfida tra i campioni di Germania e la regina di Spagna è risolta da Marcel Schmelzer al 68′, dopo l’iniziale vantaggio giallonero di Robert Lewandoski immediatamente stoppato dal quinto goal nella competizione di Cristiano Ronaldo. Nella classifica del gruppo, Borussia e Real scavano un primo solco nei confronti dell’Ajax e del fanalino di coda Manchester City ormai con più di un piede fuori da questa edizione Champions.

PRONOSTICI RISPETTATI – Nell’immediato post partita di Dinamo Zagabria contro Paris Saint Germain, Carlo Ancelotti ha affermato di allenare una squadra fortissima ma bisognosa di almeno quattro partecipazioni consecutive prima di poter vincere la Champions League. Nel frattempo però i parigini si sono imposti con estrema facilità al ‘Maksimir’ di Zagabria con un uno due di Ibrahimovic Menez nella prima frazione di gioco.

Il gruppo A ha assunto dunque la sua fisionomia pronosticabile alla vigilia con Paris Saint Germain e Porto in fuga, e le due Dinamo, Kiev e Zagabria, a lottare verosimilmente per il terzo posto che vale l’Europa League. Al Dragao, i portoghesi si sono imposti con uno scoppiettante 3-2 sulla Dinamo Kiev grazie anche ad una doppietta di Jackson Martinez, mentre per gli ospiti si registra la splendida realizzazione del nigeriano Brown.

ALTRO KO – Secondo KO in quattro giorni per l’Arsenal impegnato nella sfida valida per il gruppo B contro lo Schalke. Dopo l’1-0 subito in Premier League dal Norwich, i ‘Gunners’ imbarcano due reti dai biancoblu di Gelsenkirchen non sfruttando il fattore campo. All’Emirates, i tedeschi confermano il loro splendido momento di forma con una doppietta in tinte ‘orange’ firmata da Huntelaar Afellay. Per l’esterno offensivo di scuola PSV Eindhoven si tratta della seconda marcatura negli ultimi quattro giorni.

La sconfitta patita a Londra non complica più di tanto il cammino Champions dell’Arsenal. Infatti le altre due componenti del girone, Olympiakos e Montpellier, non sembrano poter essere in grado di impensierire tedeschi e inglesi in ottica qualificazione. Nell’ultimo turno i greci hanno espugnato il ‘de la Mosson’ con un goal di Mitroglu al 91′ (1-2 il risultato finale).

PROFONDO ROSSONERO – La sconfitta di Malaga, propiziata dalla papera di Acerbi punita da Joaquin, certifica la crisi del Milan anche in Champions League. Nel girone D i rossoneri sono ora tallonati al secondo posto dallo Zenit San Pietroburgo, vittorioso 1-0 sull’Anderlecht grazie al rigore realizzato da Kherzakov. In vetta al gruppo il Malaga a punteggio pieno è pronto a festeggiare lo storico passaggio agli ottavi di finale.

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