Italia-Germania, ecco le parole di Gianni Rivera

Il primo pallone d'oro italiano torna alla storica sfida di Messico '70, ma parla anche del match di giovedì prossimo.

di Alessandro Mannocchi 26 giugno 2012 15:12

Dici Italia-Germania, e non puoi non far tornare alla mente quel leggendario 4-3 in favore degli azzurri, che si verificò nel Mondiale di Messico 1970. Protagonista indiscusso di quel match fu Gianni Rivera, che realizzò il gol decisivo. L’ex rossonero ha parlato a radio Crc in vista dell’imminente sfida contro i tedeschi.

Alla domanda se questa Italia può ripetere le gesta di quella Nazionale, Rivera è fiducioso. “Perché no. È successo più volte che l’abbiamo spuntata contro la Germania, per cui non mi meraviglierei se giovedì ci fosse una nuova vittoria dell’Italia – spiega l’ex stella del Milan, che inoltre avverte gli azzurri -“Certo, la Germania ha qualcosa in più rispetto agli inglesi per cui bisognerà essere attenti due volte, non solo nel mettere a segno qualche gol ma anche nel non subirli”.

Il primo pallone d’oro italiano rivela alcuni retroscena di quella storica sfida che si giocò allo stadio Azteca di Città del Messico. “Spesso ci si ricorda di quella partita, evidentemente ha lasciato un segno significativo non solo a livello calcistico ma anche a livello ambientale e culturale. Quella partita è andata al di là di quello che pensavamo, anche mentre la giocavamo”.

Rivera parla inevitabilmente anche di Andrea Pirlo, lodando giustamente le sue qualità. “Per me Pirlo è da Pallone d’Oro. Bisogna aspettare perché mancano ancora sei mesi. Potenzialmente Pirlo è sempre nella lista dei possibili vincitori per le sue qualità. È un giocatore importantissimo in ogni squadra in cui gioca. Lo è stato nel Milan, lo è nella Juventus ed anche nella Nazionale italiana. Con la sua intelligenza calcistica lascia un segno importante in tutte le squadre in cui gioca”. Rivera dice la sua pure sul rigore calciato dal n.21 azzurro: “Con quel rigore tirato a cucchiaio ha rischiato di fare una brutta figura. Probabilmente studiando il portiere nei rigori precedenti ha capito che si buttava da un lato o dall’altro e ha scelto quella che sembrava essere la strada più comoda che a volte può anche essere quella che ti fa fare brutta figura però gli è andata bene e ha lasciato un segno positivo”.

L’attuale responsabile del settore scolastico della Federcalcio ha due parole anche per Mario Balotelli: “Non lo conosco per cui lo valuto solo in base a come gioca quando viene schierato – spiega Rivera –  Non so che attività faccia fuori dal campo ma se continuano a farlo giocare in Nazionale vuol dire che ha dei meriti. E, pure se non è perfetto, ha la possibilità di migliorarsi”.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti