Inter, sempre più spinoso il caso Sneijder

In difesa del centrocampista olandese è intervenuto il sindacato mondiale dei calciatori professionisti.

di Antonio Ferraro 29 novembre 2012 11:17

In casa Inter si fa sempre più intricato il caso Sneijder. Il calciatore è ormai recuperato dal punto di vista fisico, ma non viene impiegato per motivi legati alla spalmatura del suo ingaggio.

Il centrocampista olandese percepisce oltre 6 milioni netti annui, troppi per un’Inter che sta cercando di abbassare il monte stipendi. Lo ha spiegato qualche giorno fa il responsabile dell’area tecnica nerazzurra Marco Branca: “Sneijder è un giocatore a cui tutti noi vogliamo bene. Il fatto è che stiamo discutendo da tempo l’eventuale e per noi necessaria modifica contrattuale“. Una modifica che Sneijder, però, continua a rifiutare.

In difesa del giocatore si è schierato ieri il FifPro, il sindacato mondiale dei calciatori professionisti, che ha inviato una lettera a Fifa, Uefa e Commissione europea chiedendo di porre fine alla tendenza sempre più diffusa tra i club di ricattare i propri calciatori per convincerli a modificare o prolungare i loro accordi contrattuali.

Nella nota, il sindacato fotografa la situazione di Sneijder: “Il suo contratto scade a metà del 2015. L’Inter gli ha chiesto di prolungarlo fino al 2016, ma con lo stesso stipendio totale. In altre parole, lavorare un anno in più senza ricevere alcun compenso. Sneijder ha rifiutato e Stramaccioni non lo ha fatto più giocare. Il messaggio contiene anche altri esempi analoghi, tra cui quello di Llorente, relegato in panchina dopo il rifiuto di prolungare il contratto con l’Athletic Bilbao.

“Sempre più club europei utilizzano questo misura”, ha dichiarato il segretario generale di FifPro, Theo van Seggelen, al quotidiano olandese Volkskrant. “Per le società i giocatori devono rispettare i contratti. Il principio non dovrebbe valere anche al contrario? Sneijder non ha puntato una pistola alla testa dell’Inter per costringerla a firmare il suo contratto. Il club glielo ha offerto in piena consapevolezza”.

La soluzione, secondo van Seggelen, è semplice: “Se si vuole offrire ai giocatori un accordo a condizioni inferiori, andrebbe fatto solo in scadenza di contratto”.

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