Inter, Sneijder saluta: “Meglio che vada via a gennaio”

Nonostante le rassicurazioni di Stramaccioni, l'olandese vuole lasciare il club nerazzurro già nel mercato invernale.

di Antonio Ferraro 29 dicembre 2012 16:02

Wesley Sneijder e l’Inter sono sempre più distanti. Il centrocampista olandese è stanco di stare ai margini della squadra e, nonostante le dichiarazioni di giovedì di Andrea Stramaccioni (“Sono sicuro che mi farà ricredere, la maglia per lui è pronta”), ha deciso di chiedere la cessione già nella sessione di mercato invernale.

Sneijder, in vacanza dal 18 dicembre in Olanda con il permesso del club, ha espresso il suo stato d’animo attuale in una lunga intervista rilasciata al quotidiano De Telegraaf: “E’ chiaro che la cosa migliore per tutte le parti in causa sarebbe che io riuscissi a fare quest’inverno un trasferimento. Altrimenti? Beh, rimarrò, ho un contratto con l’Inter fino a giugno 2015″. Parole che non lasciano spazio a interpretazioni.

Eppure la stagione 2012-2013 non era iniziata male per l’olandese. Il 2 agosto a Spalato contro l’Hajduk, nell’incontro valido per l’andata del terzo turno preliminare di Europa League, Sneijder segna la rete che sblocca la gara (terminata 3-0 in favore dei nerazzurri). Il 26 agosto alla prima di campionato contro il Pescara realizza il primo dei tre gol con i quali l’Inter si aggiudica l’incontro.

I problemi iniziano in Chievo-Inter 0-2 del 26 settembre, con l’infortunio al flessore della gamba sinistra. Senza di lui, la squadra ottiene ben 10 vittorie consecutive. Il rapporto con Massimo Moratti comincia a deteriorarsi: a novembre viene multato per aver annunciato sul suo profilo di Twitter che sarebbe andato in California a curarsi dall’infortunio.

A inizio dicembre Sneijder rifiuta la proposta di rinnovo avanzatagli dal club: allungamento del contratto dal 2015 al 2017 con una riduzione e spalmatura dell’ingaggio dai 6 milioni netti più bonus attuali a 4 milioni. Il giocatore viene così messo ai margini della squadra, pur continuando ad allenarsi con i compagni. In sua difesa intervengono l’Associazione Italiana Calciatori di Damiano Tommasi e quella mondiale, la FifPro. Ora, però, la vicenda è finalmente vicina all’epilogo.

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