Guardiola ct del Brasile, si può fare

Dopo le figuracce dell'attuale tecnico della nazionale verdeoro Mano Menezes, non è da escludersi l'arrivo dell'ex allenatore del Barcellona

di Leonardo Andreaus 16 Agosto 2012 13:45

Io ct del Brasile? E dove dovrei andare a vivere, a Rio? E allora…“. Questa battuta fu detta da Pep Guardiola, nel giorno della sua ultima conferenza a Barcellona. Da allora di tempo ne è passato, ma la stampa brasiliana oggi crede davvero fortemente che l’uomo ex blaugrana possa arrivare a dirigere il gruppo di Thiago Silva and company.

Dopo l’ennesima sconfitta subita dal mister brasiliano Mano Menezes con la fortissima nazionale Under 23 alle olimpiadi di Londra appena concluse, le probabilità che l’allenatore più tecnologico al mondo possa rimanere ancora alla guida del Brasile fino ai mondiali del 2014 (che si giocheranno in patria), si assottigliano. Se la Federazione vuole cambiare  tecnico deve farlo adesso e forse non sbaglierebbe, perchè i fallimenti di Menezes sono davvero tanti. Il più eclatante lo scorso anno in Copa America, quando il Brasile fu eliminato ai quarti di finale dal Paraguay, che  con un catenaccio d’altri tempi riuscì a portare il match ai calci di rigori (dal dischetto tutti i brasiliani sbagliarono il tiro). Il più recente solo sabato scorso, quando la nazionale verdeoro Under 23 è stata sconfitta in  finale dal Messico, nel torneo Olimpico. Il successo alle Olimpiadi sarebbe stato il primo per il Brasile e avrebbe valso a Menezes il vero pass per accedere ai mondiali 2014, alla guida del gruppo di talenti sudamericani.

Molti in Brasile vorrebbero un altro allenatore. Perdere infatti nuovamente il Mondiale in casa sarebbe un autentico dramma sportivo. In caso però di esonero, la  panchina brasiliana non potrebbe essere assegnata a un allenatore qualunque e la stampa locale da oggi sta parlando di Pep Guardiola. L’ex allenatore del Barcellona, che si è  preso un anno sabbatico potrebbe accettare la sfida. Ora Guardiola vive con la famiglia a New York e si sta concedendo una pausa di riflessione, ma di certo allenare la nazionale più  famosa e vincente al mondo fa gola a tutti, anche a lui.

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