Il Barcellona inedito: le facce negli spogliatoi dopo la sconfitta

In un libro le immagini più belle dei grandi successi, ma anche delle peggiori batoste, dei blaugrana, da anni in cima all'Olimpo del calcio.

di Simona Vitale 30 Novembre 2012 14:39

Ormai da anni in cima alla classifica delle squadre più forti del mondo, sembra che davvero nulla possa turbare il grande Barcellona di Messi, Iniesta e Puyol. Dalle grandi vittorie nella Liga a quelle in Champions League, da un gioco invidiato ed esaltato dai più grandi esperti del calcio alla capacità di realizzazione di Lionel Messi in area di rigore, supportato dal resto della sua Invincibile Armata, tutto è semplicemente perfetto. E invece, un libro appena pubblicato in Spagna, dal titolo Barça. Orgullosos de nuetros colores, mostra non solo quelli che sono stati gli innumerevoli successi della squadra allenata fino allo scorso anno da Pep Guardiola, ma anche le reazioni successive alle (non troppe) brucianti sconfitte che i blaugrana hanno vissuto.

Una su tutte, l’eliminazione del Barcellona dalla semifinale di Champions League avvenuta per mano del Chelsea, allora allenato dall’italiano Roberto Di Matteo. Gli uomini di Guardiola, in quell’occasione, si sono lasciati andare alle lacrime e alla disperazione. Da Iniesta a Puyol a Lionel Messi che si copre il volto con un asciugamano, tanta è l’angoscia che traspare dai volti dei giocatori blaugrana negli eccezionali scatti del fotografo Miguel Ruiz.

Effettivamente l’eliminazione dalla Champions fu davvero traumatica per il Barcellona. Dopo essere stato sconfitto per 1-0 a Stanford Bridge, gli uomini di Guardiola conducevano per 2-0 sugli inglesi al ritorno al Camp Nou e giocavano con un uomo in più, grazie all’espulsione di John Terry. Il destino beffardo ha voluto però che gli inglesi agguantassero il pareggio per 2-2 e approdassero in finale, riuscendo poi a vincere l’agognata Coppa. Sicuramente, però, fa un certo effetto vedere uomini che hanno vinto ogni sorta di trofeo disperarsi per una sconfitta; forse a dimostrazione del fatto che i grandi campioni hanno sempre sete di vittoria, anche quando, da sempre, si è in cima all’Olimpo del calcio mondiale.

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