Del Piero: “Allenare qui a Sydney? Perché no”

In un'intervista al Corriere della Sera l'ex capitano della Juventus fa un bilancio della sua carriera e parla del suo futuro.

di Antonio Ferraro 2 novembre 2012 13:00

Intervistato dal Correre della Sera, Alessandro Del Piero ha fatto un bilancio della prima parte della sua esperienza al Sydney FC. L’ex capitano bianconero ha anche parlato del suo passato alla Juventus e di un suo probabile futuro da allenatore.

“Quello che conta è il bilancio fin qui – spiega Pinturicchio -. Sono felice della mia carriera nella Juve e del presente qui a Sydney. Quello che è accaduto nella mia ultima partita in bianconero mi ha toccato nel profondo: so di aver fatto cose importanti e di aver realizzato i miei sogni“. 

Sul suo passato juventino Del Piero continua: “Se dovessi scegliere un gol, direi quello in Juve-Brescia al Delle Alpi su assist di Zidane a tagliare la difesa, e mi trovai da solo davanti al portiere: spettacolo! La persona più carismatica che ho incontrato? Quando arrivai alla Juve, l’Avvocato Agnelli mi colpì molto: mi sentivo in soggezione, era di un’altra categoria”.

L’ex numero 10 bianconero ha ammesso:Il soprannome Pinturicchio? Diciamo che non ho mai fatto a botte per farmici chiamare! Tra cento anni mi piacerebbe essere ricordato come il migliore, è quello che ho sempre sognato fin da bambino: essere un giocatore unico, uguale a nessun altro”. Poi Del Piero si concentra sul suo momento più complicato della sua carriera: “Nel 2001, dopo la morte di mio padre, ho vissuto un momento molto difficile: ero tormentato dalla forma fisica e dai gol. Poi mi arrivò in testa la tegola: avevo tutti i soldi del mondo, ma non potevo fare niente; una botta incredibile. Permettermi di rimettere tutto in prospettiva è stato un altro grande insegnamento, muto, di mio padre”.

Infine, Alex parla del suo futuro: “Ho sempre pensato che, una volta smesso di giocare, mi sarei allontanato dal mondo del calcio, ma mi rendo conto che il legame con questo sport è viscerale. Perciò non potrei giurare che non farò mai l’allenatore, magari qui a Sydney, dove tutto è diverso“.

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