Prandelli: “De Rossi out per la disciplina. Cassano e Balotelli? Hanno giocato poco”

di David Spagnoletto 30 Maggio 2011 14:10

È un Cesare Prandelli a 360 gradi quello che ha parlato con i giornalisti nella conferenza stampa di Coverciano. Il commissario tecnico della Nazionale ha parlato dell’esclusione del romanista Daniele De Rossi:

Fuori per scelta non tecnica, mi dispiace molto dirlo, ma non è tecnica. Deve trovare la continuità e la serenità che negli ultimi mesi ha perso. Le porte della Nazionale restano aperte, ma è dal primo giorno che dico che l’azzurro che usa il gomito o sputa non mi va bene“.

All’ex allenatore della Fiorentina è stato chiesto cosa ha detto a Balotelli: “Le cose che gli avevo detto ad agosto, mi sembra che abbia capito perché nemmeno lui è soddisfatto di quello che ha fatto, nonostante un finale di stagione importante“.

Dici Balotelli e pensi al possibile tridente con Cassano. Sui due talenti italiani, Prandelli ha detto: “Abbiamo fatto dei test fisici e solo dopo aver letto i dati e aver visto gli allenamenti potrò cercare di capire. L’dea è creare un potenziale offensivo importante, ma dipende dalla condizione. Nell’ultimo periodo, né Cassano, né Balotelli hanno giocato tanto“.

Il ct azzurro ha parlato anche degli esclusi Abbiati e Abate: “Abbiamo Buffon che per me è insostituibile e poi voglio valorizzare Viviano. In certe manifestazioni può essere utile. Quanto ad Abate ha fatto molto bene nel girone di ritorno, anche se vicino a lui gioca il difensore più forte del mondo inserire uno nuovo ora mi sembrava un po’ rischioso“.

Prandelli non si è lasciato sfuggire l’occasione di parlate di Giuseppe Rossi, del suo possibile approdo al Barcellona e dello strapotere della squadra di Guardiola nella finale di Champions League contro il Manchester United:

“Gli auguro di arrivare in quel club, sarebbe un salto straordinario non solo per lui: un azzurro che gioca in quella squadra è un onore per tutti noi. In quella finale, abbiamo visto una squadra con una filosofia di gioco che in Italia non c’è, inutile nasconderlo. Deve essere un modello per i settori giovanili. Noi siamo più pragmatici, cerchiamo subito il risultato. La Coppa alzata da Abidal è stata una cosa da brividi”.

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