Calcioscommesse, concluso l’interrogatorio di Cristiano Doni

di Simona Vitale 23 Dicembre 2011 19:31

E’ durato circa un’ora e 40 minuti l’interrogatorio di Cristiano Doni, ascoltato dal Gip Guido Salvini. Il capitano dell’Atalanta, già squalificato per 3 anni e 6 mesi dalla Giustizia Sportiva e arrestato lunedì scorso nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Cremona sul calcioscommesse, è stato accompagnato dagli agenti di Polizia alle 15:20 negli uffici del Tribunale di Cremona.

Sceso in jeans, giubbotto, barba incolta e occhi stanchi, Cristiano Doni è apparso triste e sconsolato. Nessuna parola, nessun commento. Al calciatore, prima dell’interrogatorio, è stato consentito solo di parlare con il suo avvocato Salvatore Pino. Fuori dal tribunale folla di giornalisti, cameramen e curiosi, tutti a chiedersi se Doni avrebbe rilasciato dichiarazioni al Gip o si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Alle 17:00 Doni ha fatto il suo ingresso per essere sottoposto all’interrogatorio dinanzi al magistrato, alle 18:35 è uscito il suo legale, mentre l’atalantino è rimasto dentro per le ultime firme. Doni è uscito verso le 18:50, scortato dai poliziotti, che subito l’hanno accompagnato verso il cellulare che l’ha ricondotto in carcere. Nell’ordinanza con cui il Gip Salvini ha disposto l’arresto di Doni, c’era scritto che il calciatore “agendo, anche per conto di imprecisati dirigenti della squadra, che aspirava alla promozione in serie A, utilizzando il supporto costante di un suo gruppo di Cervia… interferiva o cercava di interferire, con interventi anche corruttivi, al fine di procurarsi illegittimamente i proventi delle scommesse, sui risultati di molteplici partite della sua squadra”. Per il momento il legale di Cristiano Doni non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Tuttavia, secondo fonti giudiziarie, il calciatore, invece, avrebbe precisato l’assoluta estraneità dell’Atalanta nei fatti contestati, mentre avrebbe sostanzialmente ammesso le sue responsabilità.

Il gip Salvini ha, invece, dichiarato che quanto sta accadendo “è un bene non solo per l’inchiesta ma anche per chi ha a cuore il sistema calcio” e che certe ammissioni “sono un contributo importante per fare pulizia”.

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