Calcioscommesse, 17 arresti: in manette anche Cristiano Doni

di Simona Vitale 19 dicembre 2011 9:15

L’inchiesta  sulle partite di calcio truccate, legate al mondo delle scommesse, ha vissuto questa mattina una pagina davvero scioccante. Gli agenti delle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna e del Servizio centrale operativo della polizia hanno arrestato 17 persone, fra cui diversi calciatori. Su tutti spicca il nome di Cristiano Doni, l’amato capitano dell’Atalanta, già squalificato per 3 anni e 6 mesi dalla Giustizia Sportiva. Doni, insieme a due altri indagati, Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del Ravenna, sarebbe coinvolto nella “combine” di due partite di serie B dell’Atalanta dello scorso anno.

Dopo le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Cremona, gli agenti hanno messo in manette altri calciatori ed ex calciatori fra cui: Carlo Gervasoni (calciatore del Piacenza attualmente sospeso), Filippo Carobbio (calciatore dello Spezia), Alessandro Zamperini (ex calciatore di serie B e Lega Pro) e Luigi Sartor (ex calciatore di Parma, Vicenza, Inter e Roma). Il vertice dell’organizzazione opererebbe a Singapore, mentre le basi operative si troverebbero nell‘Europa dell’Est. Una conferenza stampa alle 10:30 nella Questura di Cremona fornirà ulteriori dettagli sull’operazione.

Il capo dell’organizzazione, tesa a combinare diversi incontri di Serie B e di altri campionati europei, sarebbe un certo Eng Tan Seet, detto Dan, operante, per l’appunto fra Singapore e l’Europa dell’Est. In particolare sarebbero numerose le partite di serie B delle stagioni 2009/10 e 2010/11 alterate per il calcioscommesse, compresa la famosa partita Atalanta-Piacenza dello scorso anno, che è costata ai bergamaschi 6 punti di penalizzazione in serie A, nella stagione in corso. Gli indagati devono rispondere di reati quali:  associazione per delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva. Le puntate relative alle scommesse sulle partite combinate, come accertato dagli investigatori, venivano effettuate su siti internet collocati prevalentemente in Asia, sui quali era maggiormente possibile evitare i controlli delle giocate. L’operazione di questa mattina costituisce la seconda tranche dell’inchiesta, sempre condotta dalla Procura di Cremona, che portò, nello scorso giugno, all’arresto di altre 16 persone, fra cui Beppe Signori, ex attaccante della Lazio.

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