Calcioscommesse: Doni confessa e va ai domiciliari

di Simona Vitale 24 Dicembre 2011 10:49

Dopo l’interrogatorio di ieri pomeriggio durato circa due ore dinanzi al Gip Salvini presso il Tribunale di Cremona, Cristiano Doni, il 38enne capitano dell’Atalanta, si prepara a lasciare il carcere per tornare a casa agli arresti domiciliari. “Tutti hanno confermato quasi tutto” è stata la sintesi di Salvini ai tanti cronisti riunitisi al di fuori del Tribunale. Il Gip si è dunque limitato a brevi dichiarazioni senza entrare nel merito nella questione, cosa che invece ha fatto Salvatore Pino, il legale di Doni, che ha dichiarato:

Rispetto alle premesse, la sua posizione ne esce alleggerita nel senso che la sua responsabilità personale risulta affievolita, il suo quadro di responsabilità ne esce ridotto”, ha dichiarato l’avvocato, evidenziando però anche che “il quadro indiziario ne esce rafforzato”, che “gli inquirenti hanno certamente le idee chiare, hanno fatto una ricostruzione certosina, ricostruendo fatti effettivi: le premesse risultano confermate e non sono ribaltabili tali e quali.

I sei arrestati che hanno deciso di rispondere alle domande del Gip hanno sostanzialmente tutti ammesso le loro responsabilità, tranne Sartor che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Rispetto a quanto loro contestato, le ammissioni degli indagati sono state apprezzabili anche oltre il previsto ed è per questo che il Procuratore Roberto Di Martino che coordina le indagini ha accettato l‘istanza di attenuazione delle misure cautelari presentata dai legali di Doni, del gestore dello stabilimento balneare di Cervia Antonio Benfenati, dell’ex preparatore atletico del Ravenna Calcio, Nicola Santoni, e di Filippo Carobbio, giocatore dello Spezia. Così Doni e gli altri potrebbero già oggi, vigilia di Natale, tornare a casa agli arresti domiciliari.

Ricordiamo che Doni, già indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, nella prima tranche dell’inchiesta condotta dalla Procura di Cremona, è già stato squalificato per 3 anni e 6 mesi dalla Giustizia Sportiva. Il calciatore dovrà adesso presentare una nuova memoria difensiva rispetto alle novità emerse nella seconda tranche dell’inchiesta.

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