Balotelli parla di calciomercato ed Euro 2012

L'attaccante racconta le sue sensazioni alla vigilia della rassegna continentale. Inoltre assicura di restare al Manchester City.

di Alessandro Mannocchi 23 maggio 2012 15:42

Sarà uno dei protagonisti azzurri ad Euro 2012, e speriamo solo per le giocate in campo. Stiamo parlando di Mario Balotelli, che ha parlato proprio dal ritiro di Coverciano.

“Prandelli mi ha aspettato, e io non vedo l’ora di ripagarlo. L’Europeo occasione della mia vita? Sì, penso sia così”. Queste le prime parole dell’attaccante del Manchester City, che analizza i suoi compagni di reparto e gli eventuali schemi tattici. “I media dicono che questa è l’Italia mia e di Cassano ma, ripeto, non siamo i più forti, siamo i più chiacchierati. Se poi Prandelli schiererà il tridente, io sarò il primo a spostarmi a sinistra per far giocare Di Natale”. Dell’attaccante dell’Udinese, Balotelli dice “che mi piace molto. È bene ci sia tanta concorrenza, qui ci sono tanti giocatori forti”. Ancora su Cassano: “Lui è un fenomeno, è facile giocarci insieme. È vero che quando si è sentito male, li per lì non volevo crederci, lo chiamai per dirgli: se non ce la fai a recuperare, all’Europeo non vado neppure io. Ma ero sicuro che ce l’avrebbe fatta”.

Inevitabile parlare di mercato. “Il Milan? no io resto a Manchester, io voglio rimanere lì. Non è un giochetto di Mino Raiola io resto là – dichiara Balotelli – In questo momento il mercato non mi interessa, nella mia testa c’è solo la Nazionale e posso assicurare che non la lascierò mai in dieci agli Europei – ha continuato l’attaccante Azzurro – e comunque, come ho detto, dico no al Milan, non adesso, non in questi anni, io sono al City”. Sull’eventuale arrivo di Thiago Silva al City, Balotelli è deciso: “Se lui viene a Manchester, di sicuro siamo più forti”.

Sulla sua vita inglese, l’ex attaccante dell’Inter dice: “Io parlo poco, lascio che siano gli altri a parlare però mi sono stufato di sentire che ho problemi di testa. Ormai non ci faccio più caso, però è vero che in Inghilterra si basano di più su quello che fai fuori dal campo. Ti fanno sembrare una persona cattiva, per fortuna chi mi vuole bene sa come sono e io non sono così. Il mio punto debole? Non esiste, il mio punto forte invece è la mia famiglia”.

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