Ancelotti sulla panchina del PSG, è bene allenare in Francia?

di Ivano Sorrentino 26 Dicembre 2011 1:49

L’arrivo del Natale ha portato anche un gradito ritorno nel mondo del calcio, ovvero quello dell’allenatore Carlo Ancelotti. Il tecnico infatti ha deciso, dopo le incessanti pressioni di Leonardo, di firmare per il Paris saint Germain, e ritornare così sulla panchina dopo qualche anno di pausa. Ancelotti aveva infatti vinto ben 2 Champions League con il Milan, attirando dunque l’attenzione di Abramovich che lo volle a tutti i costi al Chelsea proprio per tentare l’impresa europea. “Carletto” però non riuscì a far vincere il trofeo continentale ai blues e fu quindi allontanato dallo stesso multimiliardario presidente russo.

Ma il Chelsea fa ormai parte del passato del tecnico, ed il presente si chiama PSG. I parigini hanno iniziato male il campionato per poi riprendersi solamente negli ultimi mesi e riconquistare la vetta. Nonostante l’ottimo piazzamento in campionato però Leonardo ha deciso di esonerare lo stesso il tecnico Antoine Kombouarè, colpevole però dell’eliminazione dei rossoblù in Europa League. Ancelotti avrà dunque il compito principale di centrare la vittoria del titolo francese, un successo che nella capitale transalpina attendono con ansia in quanto l’ultimo trionfo nazionale del PSG risale al lontanissimo 1994. Un obbiettivo che non sembra impossibile vista sopratutta l’ottima qualità della rosa, composta da ottimi giocatori quali ad esempio Javier Pastore.

I dubbi di molti però sono legati alla scelta del blasonato Ancelotti di andare ad allenare in un campionato, quello francese, considerato da molti di scarsa qualità. In realtà la massima serie francese sta crescendo sempre più, attirando l’attenzione di numerosi investitori, allenatori e fuoriclasse. Inoltre al di là delle Alpi sembra esserci ancora una visione del calcio libera da pressioni, l’ideale per favorire il lavoro di un tecnico esperto come Ancelotti. Infine non aver sin da subito l’affanno delle coppe permette a “Carletto” di poter già pensare alla Champions League dell’anno prossimo, e chisà se questa volta il tecnico italiano non torni a trionfare anche in Europa.

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