Zeman tuona: “Sensi subì pressioni per non rinnovarmi il contratto”

Il tecnico giallorosso ribadisce la sua filosofia calcistica, ma parla anche di altri argomenti "scottanti".

di Alessandro Mannocchi 19 giugno 2012 14:47

Fa parlare sempre di sè, nel bene e nel male. Stiamo parlando dell’allenatore della Roma Zdenek Zeman, che ha rilasciato un’intervista al settimanale ‘France Football’.

“Per me non conta solo vincere. Il modo in cui si vince è altrettanto importante”. Esordisce così il tecnico giallorosso che parla anche degli appassionati del calcio che ogni domenica pagano il biglietto. “Quanto agli spettatori, secondo voi, cosa preferiscono?  Preferiscono vedere gol e spettacolo, la squadra che va all’attacco, e non i vari catenacci. Quindi seguo quello che dice e chiede il popolo”. Il boemo poi fa una vera e propria dichiarazione d’amore alla squadra giallorossa e illustra i motivi del suo ritorno . “Io la Roma la amo follemente. Se fossi stato persuaso che la mia venuta le avrebbe arrecato un qualsiasi pregiudizio, non avrei firmato. Ma non mi considero un cavaliere Jedi che vuole far trionfare il bene ovunque. Sono soltanto un allenatore normale, la cui ambizione è proporre un calcio di qualità per far divertire i tifosi”.

Zeman, che guidò i giallorossi dal 1997 al 1999, torna proprio a quel periodo. “Sono convinto che il rimpianto presidente Sensi subì pressioni per non rinnovarmi il contratto alla Roma nel 1999. E altre pressioni furono esercitate su altri presidenti”. Sulle rivelazioni riguardanti il doping che tanto fecero discutere, l’ex tecnico del Pescara ha la sua opinione. Mi chiamavano in tanti, anche da grosse società, e dopo qualche giorno non mi chiamarono più… è chiaro che tutti erano condizionati da questo ‘sistema’ che reggeva il calcio italiano”.

Il nuovo allenatore giallorosso si sofferma anche sullo scandalo calcioscommesse. “Mi sorprende un po’ che calciatori di primo piano si ritrovino in mezzo – ha confessato il boemo – perchè capisco che il giocatore di Serie C, che non riceve da mesi lo stipendio, possa avere delle tentazioni… Sia chiaro non lo giustifico, anzi lo condanno, ma almeno lo capisco”. “Chi proprio non riesco a capire sono i giocatori famosi e ben pagati – ha ammesso Zeman – Io ai ragazzi dico sempre ‘continuate a fare calcio per passione, anche ad alto livello, non mettendo sempre il guadagno in primo pianò. È il mio modesto contributo per provare a cambiare la mentalità”. A tal proposito Zeman non perde occasione per lodare il capitano Francesco Totti. ” Lui è un esempio di giocatore che ha sempre vissuto il calcio allo stesso modo: quando era un giovane sconosciuto ed oggi che è il fuoriclasse che conosciamo”.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti