Stramaccioni resta umile: “Non sono nessuno”

Il tecnico dell'Inter si gode la vittoria nel derby ma resta comunque con i piedi per terra.

di Ivano Sorrentino 8 Ottobre 2012 13:51

LInter ha portato a casa un derby importante con una vittoria sofferta. Nel day-after il primo a parlare è stato il tecnico Andrea Stramaccioni artefice di un successo che potrebbe cambiare la stagione dei nerazzurri. Il tecnico però in sala stampa è apparso molto calmo e umile, convinto che non basti la vittoria del derby per esaltarsi:“E’ un bel risveglio – ha ammesso – ma lo è ancora di più sapendo di aver giocato in condizioni difficili. Disputare tutto il secondo tempo in dieci ci ha costretto a tirare fuori delle capacità e delle doti diverse che hanno messo a dura prova l’Inter e che alla fine ci fanno ben sperare per il futuro perché c’è tanto da lavorare, ma questo è un vantaggio anche caratteriale in un momento in cui avevamo peccato un po’ in questo periodo”.

Nel dopopartita di ieri però il presidente Massimo Moratti aveva paragonato il giovane tecnico Stramaccioni addirittura a Josè Mourinho, un uomo che ha legato indissolubilmente il suo nome a quello dell’Inter vincendo lo storico “triplete”. Il tecnico attuale però non vuole assolutamente sentire il proprio nome accostato a quello del portoghese di cui non si sente erede in quanto ancora molto giovane e inesperto:“Le parole del presidente mi riempiono d’orgoglio. – ha premesso – Io posso dire che il paragone mi fa sorridere perché io non sono nessuno, Mourinho invece ha vinto ovunque”.

Tuttavia Stramaccioni, che in questa intervista ha dimostrato grandissima umiltà, ci tiene a sottolineare come un giovane tecnico come lui deve per forza avere dei maestri e dei punti di riferimento:“E’ normale, – ha spiegato – che un allenatore giovane come me, che non ha avuto la fortuna di giocare in Serie A, cerchi come una spugna di apprendere da tutte le persone che ha avuto la fortuna di incontrare sul proprio cammino. Ulivieri, Bruno Conti, Spalletti, dovunque sono stato ho sempre cercato di imparare, di rubare con gli occhi. Elaborando poi il tutto perché ogni idea è convincente e vincente solo se propriamente tua e si cerca di trasmetterla ai propri giocatori in quanto tale”.

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