Juve-Inter, Zanetti avverte: “Spero l’arbitro sia sereno”

Il capitano nerazzurro sulla questione arbitrale: "Sappiamo che si può sbagliare, ma speriamo che si parli solo del campo".

di Antonio Ferraro 2 novembre 2012 12:02

Domani sera torna il derby d’Italia. E stavolta è sfida scudetto. Si affrontano, infatti, le prime due della classe. Tra i vari protagonisti del big match dello Juventus Stadium, ieri ha parlato Javier Zanetti. In una lunga intervista a Sky Sport, il capitano dell’Inter ha sviscerato i temi principali della gara.

“Quella di sabato è una partita molto sentita da parte di tutti, sarà sempre il derby d’Italia”. Zanetti, però, non vuole sentire parlare di sfida scudetto: “Non lo è ancora, è una partita importante per la posizione in classifica delle due squadre e per noi sarebbe bello vincere a Torino”. Poi sul momento dell’Inter: “Il secondo posto dà solo un’ulteriore crescita, speriamo continui così. Otto vittorie di fila? Avevamo molta fiducia di poter essere protagonisti e speriamo di poter essere lì a giocarci cose importanti nel mese decisivo”.

Il capitano nerazzurro parla degli avversari di domani, citando, in particolare, Andrea Pirlo: “È un ragazzo umile, che è sempre migliorato giorno dopo giorno fino a diventare un grande campione”. Inevitabile il riferimento alla questione arbitrale, soprattutto dopo i veleni di Catania-Juventus: Speriamo che l’arbitraggio sia sereno, sappiamo che si può sbagliare, speriamo che le squadre si giochino tutto in campo e si parli solo di quello”.

Anche Zanetti dice la sua sul paragone tra Andrea Stramaccioni e Josè Mourinho: È inutile fare accostamenti. Con José abbiamo vinto tanto e resterà sempre nei nostri cuori. Andrea sta facendo benissimo ed è all’inizio. È bravo e ci sono tutti i presupposti perchè possa fare una grande carriera. Speriamo cominci con noi”.

Infine, sul suo futuro, il numero 4 nerazzurro spiega: “Vediamo, a fine anno incontrerò la società. Ora come ora sto bene sul campo e mi auguro di restarci un po’. Poi valuteremo insieme al club i presupposti per continuare, non è troppo importante se questo continuerà dentro o fuori il campo”.

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