Sculli: “Sono schifato. Lazio-Genoa era una partita regolare”

In un'intervista al Secolo XIX, il giocatore si è difeso dalle accuse in merito alla partita fra biancocelesti e rossoblu.

di David Spagnoletto 29 maggio 2012 12:00

Dopo gli arresti e l’inserimento nel registro degli indagati di ieri mattina nella vicenda del Calcioscommesse sono arrivate le difese dei diretti interessanti. Ieri avevano propugnato la loro causa Antonio Conte, Leonardo e Bonucci e Stefano Mauri (tramite il suo procuratore), oggi è stata la volta di Giuseppe Sculli, che, intervistato dal Secolo XIX, ha detto:

“Sono schifato, quanto ancora andrà avanti tutto questo? Non ne resterà altro che carta”.

Il giocatore rossoblu è indagato dalla Procura di Cremona per la gara Lazio-Genoa. Gara su cui il calciatore (all’epoca dei fatti tra le fila dei biancocelesti) ha provato a chiarire la situazione:

“In quella partita non ho giocato, ero in panchina perché avevo problemi fisici ma non ho notato nulla di strano. Per me quella era una partita regolare. Non ho mai scommesso in vita mia, di questa vicenda e delle scommesse non so nulla”.

Sculli ha parlato anche della foto che lo ritrae insieme a Domenico Criscito e al pregiudicato bosniaco Safet Altic in un ristorante di Genova, a pochi giorni dal match incriminato:

“All’Osteria del Coccio, dove hanno scattato quelle foto, andavo sempre, a pranzo e a cena, incontrando chiunque, genoani e sampdoriani. Altic lo conosco ma io guardo alla persona e non alla sua vita privata. Escludo assolutamente che si sia parlato di Lazio-Genoa. Sono assolutamente tranquillo. So dove ero e cosa ho fatto, quali sono stati i miei spostamenti. Non temo nulla, sono pronto a dare tutte le spiegazioni del caso. Non voglio essere sbattuto in prima pagina come il mostro”.

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