Quagliarella felice del suo allenatore: “Conte usa bastone e carota”

L'attaccante juventino sembra essere tornato su ottimi livelli avendo segnato due reti nelle ultime due partite, e parla del tecnico Conte e dei suoi metodi.

di Ivano Sorrentino 10 Aprile 2012 12:33

Se la Juventus nelle ultime due gare è riuscita a sorpassare il Milan, la causa non è solamente da trovare in un calo dei rossoneri. Gli uomini di Conte infatti stanno inanellando una serie di superbe prestazioni, trainati anche dai gol di giocatori che fino a poco tempo fa erano costretti a stare in panchina a causa di infortuni. Uno di questi è Fabio Quagliarella, il bomber nativo di Castellammare di Stabia infatti sembra aver ritrovato la condizione di qualche anno fa e, avendo siglato due reti nelle ultime due gare, si candida a diventare un titolare inamovibile.

Quagliarella infatti è capace di grandi giocate e gol straordinari, e proprio il suo estro dunque potrebbe dare alla Juventus una spinta ulteriore verso il raggiungimento dello scudetto. L’attaccate però crede che per arrivare al traguardo la sua squadra non debba perdere la concentrazione nelle prossime gare:“Quando si vince e si segna è la partita perfetta. Da qui alla fine siamo costretti a crederci, Lazio e Roma ci possono mettere in difficoltà. Perciò, pedaliamo e cerchiamo di mantenere l’imbattibilità. Il Milan rispetto a noi ha individualità che fanno paura, noi puntiamo più sul gioco e sugli schemi che ormai conosciamo a memoria”.

Infine l’attaccante parla del suo rapporto con il tecnico Conte e dei metodi dell’allenatore. Il trainer infatti ha avuto un ruolo di primo piano nel recupero di Quagliarella, bacchettando anche l’attaccante quando questo aveva affrettato troppo i tempi di recupero avendo però così una forma scadente:“In tanti anni di carriera non mi è mai capitato di avere i crampi in settimana a forza di correre. Però il tecnico ci dice che se non fa così, come possiamo correre di domenica? Conte ha usato con me sia il bastone, sia la carota: ha aspettato che recuperassi dall’infortunio, ma è stato ferreo a dire no quando non mi ha visto pronto psicologicamente. Ho cercato di affrettare i tempi e l’ho pagato sulla mia pelle”. 

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