Mourinho: “Al Real vinco ma non vado via, voglio fare la storia di questo club”

di Ernesto Vanacore 10 marzo 2012 18:34

I tifosi interisti lo ricorderanno con un po’ di nostalgia e con tanta invidia nei confronti del Real Madrid. Si tratta di Josè Mourinho (49 anni), attualmente alla guida del club spagnolo, che nel 2010 è riuscito nella storica impresa di regalare il Triplete al club di Moratti.
Nel giro di due anni ha vinto tutto il possibile con i nerazzurri ed è impossibile pensare che ad Appiano Gentile non si senta la sua mancanza, soprattutto se si guarda la lunga lista dei suoi successori, “costretti” a lavorare all’ombra delle sue vittorie.

Proprio il tecnico portoghese, che al primo anno con i Blancos ha vinto solo la Coppa del Re, aveva lasciato l’amaro in bocca ai tifosi nerazzurri, annunciando il suo addio subito dopo la vittoria nella finale della Champions League a Madrid. Nell’estate successiva è avvenuto infatti il passaggio alla squadra della capitale spagnola, alla quale ha promesso di vincere tutto, com’è riuscito a fare alla guida di Porto e Chelsea agli albori della sua carriera.

Stavolta invece il treno dello Special One sembra arrivato al capolinea, almeno stando alle recenti dichiarazioni rilasciate a Marca da parte del diretto interessato. L’allenatore iberico ha infatti smentito le voci insistenti che vorrebbero un suo ritorno al Chelsea, giurando eterno amore al Real Madrid: “Con questo club voglio ottenere risultati molto importanti, come ho già fatto con tutte le squadre allenate fin’ora. Mi piacerebbe poter fare la storia di questa società, sentire che un giorno, del Real Madrid, si parlerà di me e non dei tantissimi altri allenatori che qui hanno vinto tutto. Nella storia contano i titoli, la Liga manca da un po’ di tempo a Madrid, dobbiamo riportarla in città. Il blasone di questa squadra deriva dalla serie di vittorie che dura da più di cent’anni. Sapevo da sempre che avrei allenato il Real Madrid perchè è il migliore club del mondo. Se andrò via dopo aver vinto? Non siamo mica matti, raggiunto il gradino più alto non ha senso tornare indietro.”

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