Mondiali 2014, in Brasile i primi problemi sono con la mascotte

La mascotte scelta per i mondiali in Brasile non sembra aver riscosso consensi, e i vandali ne approfittano.

di Ivano Sorrentino 11 Ottobre 2012 22:36

Come ormai è noto la nazione che decide di ospitare i campionati mondiali di calcio deve partire con l’organizzazione già minimo tre anni prima del calcio di inizio della prima gara. Proprio per questo in Brasile si è già messa in moto la macchina organizzativa al fine di assicurare il migliore svolgimento di quella che è, insieme alle Olimpiadi, la manifestazione sportiva più seguita dell’intero pianeta. In un paese come quello sudamericano però non sempre l’organizzazione di tutte le innumerevoli componenti necessarie al corretto svolgimento della manifestazione è molto facile, e si possono spesso incontrare degli imprevisti spiacevoli.

Uno incidente di percorso che però nessuno si attendeva è quello relativo alla mascotte della competizione: l’armadillo Tatu Bola. Già dalla sua nascita, la mascotte ha comportato alcuni problemi agli organizzatori, sopratutto per quanto riguarda il nome. La FIFA infatti aveva proposto degli appellativi (Amijubi, Fuleco o Zuzeco) che non sono per nulla piaciuti alla popolazione brasiliana che alla fine ha optato per “Tatu Bola”. A quanto pare però anche questa scelta non è stata accettata da alcuni “cittadini”. Alcuni vandali, sia nella città di Rio de Janeiro che nella città di Brasilia, hanno preso di mira una riproduzione gonfiabile della mascotte collocata in alcune importanti luoghi delle due metropoli.

Le forze dell’ordine dunque a causa dei vandali, che con coltelli hanno apportato gravi danni alla mascotte in entrambe le città, hanno dovuto rimuovere le istallazioni. Ora vedremo se l’organizzazione deciderà collocare il simpatico armadillo, una specie che in realtà è in via di estinzione, in luoghi più sicuri. La cosa però non è piaciuta ai vertici brasiliani che stanno duramente lavorando garantire la sicurezza necessaria allo svolgimento dei mondiali in un paese spesso messo in bilico proprio da una grande percentuale di delinquenza. Per il Brasile si prepara una sfida che potrà finalmente consacrare definitivamente un paese che già mostra grandi segni di crescita economica.

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