Mondiali 2014, Blatter: “Sì alla tecnologia in alcune aree”. Abete lo applaude

Il presidente della FIGC è daccordo con Blatter per un maggiore utilizzo della tecnologia al fine di evitare errori grossolani. Abete però sostiene che la tecnologia debba coesistere con gli arbitri umani.

di Ivano Sorrentino 6 Dicembre 2011 18:12

Finalmente sembrano esserci nuovi sviluppi riguardo alla spinosa questione dell’utilizzo della tecnologia nel gioco del calcio al fine di evitare, o quantomeno limitare, gli errori arbitrali. Il primo passo verso l’apertura di questa nuova frontiera è avvenuta  dal presidente dell’FIFA Blatter. Queste sono state infattile dichiarazione del massimo esponente dell’organizzazione calcistica mondiale: “Stiamo sperimentando la tecnologia sul gol fantasma: l’International Board decide a marzo, ci siamo. Importante che il sistema sia immediato, affidabile e non complicato. La Fifa non può accettare che si ripeta quanto successo in Sudafrica: un pallone dentro 70 cm visto fuori”. Una dichiarazione che suona strana se si pensa che Blatter si era da sempre battuto per un calcio “acqua e sapone” che quindi evitasse di ricorrere a strumenti tecnologici. A fare eco al cambiamento di idea del presidente della FIFA è anche Platini il quale sottolinea come un ricorso alla tecnologia è molto più economico rispetto ad un ipotetico aumento del numero di arbitri.

Anche il presidente della FIGC Giancarlo Abete è stato da sempre un acceso sostenitore dell’avvento tecnologico nello sport più seguito dagli italiani, ed ha infatti dichiarato: ““Siamo dalla parte di chi pensa che alcune aree debbano essere oggetto di innovazione tecnologica, da anni in Italia portiamo avanti la sperimentazione con l’Udinese e il Cnr, sottoponendola all’attenzione della Fifa. Il presidente sottolinea che l’avvento della tecnologia nello sport non comporta l’eliminazione totale dei giudici di gara umani, ma anzi l’inizio di una efficace coesistenza.

L’inizio della sperimentazione della tecnologia nel mondo del calcio dovrebbe, secondo i più ottimisti, iniziare con i mondiali in Brasile del 2014.Vedremo dunque se finalmente l’organizzazione calcistica mondiale coglierà le immense opportunità della tecnologia di oggi per evitare gli errori, spesso grossolani, che condizionano sempre più gare dello sport più seguito al mondo.

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