Mazzarri torna a parlare della Supercoppa e accusa la Juve

Il tecnico partenopeo parla per la prima volta della finale di Supercoppa persa per 4-2 contro la Juventus.

di Ivano Sorrentino 18 Agosto 2012 17:32

Walter Mazzarri è tornato ai microfoni per la prima volta dopo la finale di supercoppa italiana persa a Pechino contro la Juventus. Lo stato d’animo del tecnico però è ancora molto scosso dalle dubbie decisioni arbitrali che, secondo il punto di vista del Napoli, hanno letteralmente consegnato la vittoria alla Juventus:”C’è stato un momento in cui ho pensato di dimettermi. A ferragosto sono stato in un feudo juventino e tutti si sono scusati con me, mi hanno detto che non volevano vincere in quel modo. Questo mi ha convinto a restare, perché qualcosa vuol dire che si può cambiare“.

Molte delle domande dei giornalisti poi vertono sulla scelta del Napoli di non presentarsi alla cerimonia di premiazione, e anche su questo l’allenatore toscano sembra avere le idee molto chiare: “Mi viene da pensare che abbiamo fatto la cosa migliore a non rientrare per la premiazione. Se noi rientravamo e ci trovavamo gli arbitri davanti cosa poteva succedere? Quando sono stato espulso e sono andato in tribuna mi sono arrivati diversi messaggi in cui mi chiedevano di dire al presidente di ritirare la squadra“. Il tecnico poi continua:”Su Behrami c’era un rigore clamoroso, ma ci può stare. Non ci può stare, invece, che si applichino due metri di giudizio diversi. Se si manda via un nostro calciatore per proteste lo si deve fare anche con la squadra avversaria“.

Inevitabile poi la risposta al tecnico juventino Carrera: “Se parla di caccia all’uomo probabilmente non l’ha vista la partita. I cartellini sono stati sventolati tutti in un’unica direzione. Dal primo all’ultimo minuto c’è stato un comportamento a sfavore del Napoli. Nella fase cruciale della gara non è andata  assolutamente come ha detto quel signore lì…“.

Infine un appunto alla classe arbitrale italiana:Devono cominciare a essere tranquilli, quando si protesta devono essere tutti uguali. Questo è un fattore che incide spesso. Deve esserci più attenzione nei confronti delle squadre che si comportano bene. Non voglio fare la vittima, ma ciò che è successo non deve più ripetersi“.

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