Klose, Jovetic e Burdisso: quando le nazionali influenzano i campionati

Tre squadre della serie A si ritrovano senza tre pedine importanti, si torna a polemizzare sugli infortuni dei calciatori ottenuti mentre giocano con la propria nazionale.

di Ivano Sorrentino 18 novembre 2011 21:23

E’ una questione ormai datata ma che spesso torna alla ribalta portando sempre numerose discussioni e polemiche. I calciatori dei massimi campionati europei sono, ed è giusto sottolineare che per loro è quasi sempre un onore, coinvolti nelle partite che le proprie nazionali giocano con le altre rappresentative. Se in caso di mondiali ed europei i club sono contenti di mandare i propri giocatori a giocare manifestazioni importanti, e che spesso hanno anche implicazioni positive sul prezzo del loro cartellino, così non si può dire per le gare amichevoli. I club infatti subiscono l’incombenza di doversi privare dei propri pezzi da 90 impiegati in qualche amichevole magari anche contro nazionali che trovano difficoltà a fare due passaggi di seguito.

La lista dei calciatori infortunati mentre giocavano una di queste partite è lunga, e con essa il numero di club che hanno avuto uno svantaggio tangibile in campionato o in coppa a causa di queste assenze. Gli ultimi casi sono quelli che riguardano Klose, Jovetic e Burdisso, tre calciatori che giocano un ruolo importante nei propri club. Klose infatti è il perno fondamentale dell’attacco della Lazio che si trova ad affrontare un match delicato a Napoli senza quello che è il suo attaccante migliore. Jovetic è senza dubbio il giocatore con maggior talento nella rosa della Fiorentina, e privarsi di lui in una gara difficile come quella contro il Milan potrebbe fare la differenza. In molti potrebbero dire che Burdisso è un giocatore importante ma non fondamentale nella rosa giallorossa, ciò in parte è vero, ma è vero anche che nel pacchetto arretrato romanista non c’è molta scelta.

La questione è vecchia come il calcio e mai si giungerà ad avere vincitori e vinti. Spesso però si fa troppo presto a mettersi subito dalla parte dei giocatori che, animati da un sentimento patriottico del nuovo millennio, rispondono alla chiamata della propria nazionale per “difenderla” contro le nazioni nemiche. Patriottismo a parte sarebbe consono che le federazioni internazionali venissero anche di più incontro ai club che pagano stipendi faraonici a campioni che vedono poi ritornare in stampelle da una partita contro le Isole Far Oer.

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