Inter-Marsiglia, Moratti ha pronta la rivoluzione

Dopo l’eliminazione in Champions League, il presidente dell’Inter vuole cambiare alcune cose nella squadra, a partire dall’allenatore che non sarà più Ranieri.

di David Spagnoletto 14 marzo 2012 12:00

Il gol di Brandao allo scadere ha rispedito l’Inter all’Inferno. Quel Paradiso accarezzato grazie al gol di Milito è durato solo un quarto d’ora, tempo in cui la rimonta nerazzurra si era trasformata in un sogno, sgretolatosi come il ricordo del triplete 2010. E per ironia della sorte tre protagonisti di quella favolosa cavalcata sono entrati nell’azione della rete dell’attaccante del Marsiglia.

Lucio sbaglia a calcolare la traiettoria del pallone, Samuel non riesce a chiudere e Julio Cesar va dalla parte sbagliata. Il vero errore è quello del brasiliano, che dal dopo Mourinho in poi ha messo in campo solo la sua fama. L’uno a uno dei francesi, semmai ce ne fosse stato bisogno, ha riacceso la voglia di ricostruzione di Massimo Moratti, che vorrebbe rivoluzionare l’Inter:

“Un’idea saggia potrebbe essere partire pensando al futuro non in termini immediati, costruendo con una squadra essenzialmente giovane. Il problema è che se dopo tre partite non va tutto bene cominci a pentirti…”.

Il presidente della Beneamata ha risposto alla domanda se alla Pinetina sia possibile un progetto a media-lunga scadenza iniziato dalla Roma la scorsa estate:

“Dipende dalle realistiche ambizioni e abitudini che si vuole avere. Sarebbe saggio ricostruire dalle basi con l’idea di non ottenere subito dei risultati importanti e sperando di indovinare tutti gli acquisti. Oltre alla capacità di giocatori nuovi con più corsa, serve l’esperienza. Parecchi rimarranno, qualcosa di nuovo prenderemo. Dipende dal progetto che si farà con l’allenatore”.

Allenatore che sarà il nodo da scogliere per il massimo dirigente dell’Inter. Nelle ultime due stagioni sulla panchina nerazzurra si sono succeduti Benitez, Leonardo, Gasperini e Ranieri. Troppi per un grande club, che sono due anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere.

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