Il sindaco di Quartu Sant’Elena: “L’Is arena è già utilizzabile”

Ancora confusione sul nuovo stadio del Cagliari. La prefettura lo dichiara inagibile, ma il primo cittadino di Quartu Sant'Elena non ci sta.

di Antonio Ferraro 18 Settembre 2012 18:08
Ancora confusione intorno alla situazione dell’Is arena di Quartu Sant’Elena. Nella serata di ieri la commissione di vigilanza presieduta dalla prefettura di Cagliari ne ha comunicato l’inagibilità. Lo stadio, che finora ha ospitato solo Cagliari-Atalanta a porte chiuse, è ancora incompleto e manca dei requisiti di sicurezza per lo svolgimento di manifestazioni sportive.

Nessuna deroga nemmeno per un utilizzo parziale. Il prefetto, infatti, ha invitato Cellino a bloccare la vendita di biglietti per la gara contro la Roma. Rimane solo la sola possibilità che la partita si svolga a porte chiuse. Nella peggiore delle ipotesi si tornerà al Nereo Rocco di Trieste, sede già utilizzata dai rossoblù per gli impegni casalinghi nello scorso finale di stagione.
Nel pomeriggio di oggi è intervenuto sulla questione Mauro Contini, sindaco di Quartu Sant’Elena. Ai microfoni dell’emittente radiofonica romana Radio Ies, il primo cittadino si è detto convinto della possibilità che Cagliari-Roma si giochi nell’Is Arenas. “Il comune di Quartu, ha concesso l’utilizzo della struttura Is Arenas per poter disputare in Sardegna, anche se in una struttura provvisoria, le partite del campionato di serie A. Penso che lo stadio, che già oggi è utilizzabile, verrà completato in maniera integrale in due mesi”.
Sulle istituzioni chiamate a decidere su questa situazione spinosa, Contini spiega: “La valutazione sulla conformità del progetto è della commissione di vigilanza che è presieduta dal prefetto. Noi in questo caso, siamo solo dei passacarte, ma da sardo e tifoso, mi auguro che il Cagliari giochi in Sardegna perché le condizioni per farlo ci sono. Mi auguro che Cagliari-Roma si disputi in Sardegna”. Il sindaco rassicura anche sull’impatto ambientale della struttura: “Le luci in questo stadio esistono da 20 anni, e per tutto questo tempo è stato illuminato per 3 volte alla settimana, mentre in questo caso verranno accese ogni 15 giorni. In più mi risulta che i fenicotteri non subiscono questo tipo di pressioni. Prendo atto della cosa, ma ritengo che non sia corrispondente a realtà”.

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