Ibrahimovic spara su Inzaghi: “Non è un vero calciatore”

Lo svedese parla a sproposito sul conto del bomber italiano: "Più un killer che altro"

di Nadia Napolitano 17 Settembre 2012 22:02

Zlatan Ibrahimovic non pensa che Pippo Inzaghi sia un vero calciatore. L’ex amico e collega, secondo lo svedese, fa del senso del gol la sua arma migliore: “E’ più un killer. Possiede un enorme istinto omicida davanti a una porta. E’ la sua qualità“. Cosa avrà voluto dire? Voi, al posto di Super Pippo, la prendereste bene un’affermazione del genere?

Ai microfoni de ‘L’Equipe‘, il bomber del PSG si lascia andare senza farsi pregare, parlando liberamente della sua nuova squadra, e del rapporto che, ad oggi, intercorre con i suoi ex dirigenti (in particolare uno). All’indomani della prima in Champions contro la Dinamo Kiev, il gigante di Malmoe ci va cauto e stila la sua piccola classifica prioritaria: “Voglio vincere la Champions League, ma bisogna andare con calma. L’anno scorso il Psg non ha ben figurato in Europa per mancanza d’esperienza, non perchè fossero scarsi. Ricordo che tre anni fa nessuno parlava del Manchester City e invece ora è una grande squadra. Per quanto mi riguarda non dobbiamo solo concentrarci sulla Champions, ma anche sul campionato. E’ importante essere campioni di Francia“.

Del Milan, l’attaccante non pare avere una grossa opinione, o, se non altro, di un personaggio in particolare: “Nessuno mi deve niente, e la mia cessione non è colpa di nessuno. Il Milan rimane comunque il Milan e io sono solo un altro giocatore che è andato via. Galliani e il Milan appartengono al passato e la cosa non ha più importanza“. Queste parole non arrivano di certo a caso. In tempi non sospetti, l’ad rossonero aveva dichiarato: “Da quando è andato al Paris Saint Germain, Ibrahimovic non mi parla più e non posso avercela con lui perché ha assolutamente ragione. Lui non voleva lasciare il Milan, ma noi abbiamo dovuto venderlo. Gli avevo promesso che sarebbe rimasto con noi. La domenica dell’ultima giornata di campionato è venuto a casa mia con il suo agente Mino Raiola e l’ho rassicurato che sarebbe rimasto, ma ci sono state circostanze che hanno spinto il club a riflettere. E tutto è cambiato“.

Inutile piangere sul latte versato. Era comunque doveroso riportare come sono andati esattamente i fatti.

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