Il futuro incerto di Pippo Inzaghi

Il centravanti rossonero parla del suo futuro e non esclude la carriera da allenatore.

di Alessandro Mannocchi 11 giugno 2012 17:03

Ieri la Gazzetta dello Sport ha reso omaggio a Filippo Inzaghi, presentando alla stampa un dvd che contiene al suo interno tutti i gol del bomber rossonero. Occasione ghiotta dunque per sapere qualcosa di più sul futuro di Super Pippo.

“Sono a un bivio profondo”. Queste le prime parole dell’attaccante, che ne evidenziano l’indecisione. “Se avessi finito senza gol, pieno di dolori e senza offerte – ha spiegato Pippo, che compirà 39 anni ad agosto – sarebbe stato giusto mollare. Ma ho ancora la possibilità di giocare e quindi ci penso: non è una scelta semplice. Se seguo il cuore so che mi piace continuare a giocare, ma penso anche che mi piacerebbe portare la mia esperienza ai giovani”. Da qui si inutisce una probabile carriera di allenatore. “Per ora ho solo il patentino da allenatore di seconda categoria, ma passando il Master potrei già allenare una prima squadra…”.

Presente anche l’ammistratore delegato del Milan Adriano Galliani, che non ha perso occasione per parlare di Inzaghi. “Se deciderà di non giocare più,la panchina degli Allievi Nazionali sarà sua”. Quindi dal dirgente rossonero sarebbe giunta una proposta per allenare e non per giocare. L’indiscrezione non sarebbe campata in aria, visto che Simone Inzaghi, fratello di Pippo, allena gli Allievi Nazionali della Lazio e quindi per il n°9 rossonero si aprirebbe la possibilità di un derby affascinante. Ad incoraggiare Inzaghi ad intrapendere la carriera di allenatore, uno dei suoi primi mister Bortolo Mutti. “Sarà un grande allenatore in futuro” – avrebbe detto l’ex tecnico del Palermo.

Galliani poi osanna Inzaghi, riempiendolo di complimenti doverosi. “Sapete perché Pippo ha segnato più gol di tutti? Perché conosce a memoria tutti i difensori centrali, dai dilettanti fino alla serie A. Sa come superarli e gonfiare la rete”. L’amministratore delegato milanista poi racconta un aneddoto che differenzia Inzaghi da Ronaldo. “Al suo arrivo in rossonero, alla viglia del match contro il Siena – prosegue Galliani – il Fenomeno si è fatto due piatti di spaghetti e poi pure la scarpetta col pane. Allora gli si è avvicinato Ancelotti e gli ha chiesto se sapesse chi lo avrebbe marcato all’indomani. La risposta di Ronaldo è stata raggelante: ha detto di non sapere chi si sarebbe occupato di lui, ma che sicuramente il difensore sapeva chi avrebbe dovuto marcare”.

Chissà se Inzaghi appenderà le scarpette al chiodo, l’unica cosa certa è che i 126 gol segnati in rossonero rimaranno scolpiti nella memoria di tutti i tifosi del Milan.

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