Giovinco: “Il futuro? Dipende da tante cose, ora voglio la Nazionale”

L'attaccante del Parma è stato molto vago parlando del suo futuro, l'unica certezza è la voglia di partecipare al Campionato Europeo.

di Ernesto Vanacore 4 Maggio 2012 12:32

La sorprendente stagione del Parma, che attualmente occupa l’ottavo posto a 50 punti (due in meno della Roma), è da attribuire a diversi fattori. In primis la compattezza di un gruppo plasmato nel migliore dei modi dalla società e dall’allenatore, Roberto Donadoni, e la voglia di vincere e di mettersi in mostra di diversi giovani. Non bisogna nemmeno dimenticare il vero talento di questo Parma, più volte trascinatore dei compagni, che spesso ha portato gli emiliani alla vittoria con grandi gol e superbe giocate: Sebastian Giovinco.

La Formica Atomica (classe ’87), così soprannominato per la sua statura, è arrivato dalla Juventus nel 2010, considerato non all’altezza delle aspettative del club bianconero. Con la maglia crociata è letteralmente rinato, sia dal punto di vista fisico che mentale, riuscendo a conquistare la maglia della Nazionale a suon di gol (21 in 64 presenze) e con la sua classe funambolica.

Ospite insieme al compagno di squadra Francesco Valiani di una manifestazione in favore delle politiche giovanili della Regione Emilia, Giovinco ha rilasciato un’importante intervista in cui ha parlato del suo presente, della situazione del Parma, e soprattutto del suo futuro:

Quanto è importante per voi la vittoria contro l’Inter?
“E’ stata una grande prestazione, conclusa con una grande vittoria, è un periodo positivo, cerchiamo di allungarlo con queste altre due partite. L’obiettivo è di fare sei punti e di arrivare più in alto possibile. Se dovesse arrivare l’Europa? A Parma ci sono già stati e non vedo perchè non dovrebbero sognare ancora.”.

Obiettivo Nazionale?
Lo era ad inizio stagione, lo è a maggior ragione adesso speriamo in una convocazione. Mister Prandelli mi ha convocato diverse volte e mi ha fatto sempre sentire come un elemento importante del gruppo. Ci sono tanti ragazzi meritevoli di una maglia azzurra all’Europeo e io mi sento assolutamente al pari con loro. Sta al Mister decidere chi convocare e chi far giocare. Personalmente ci tengo molto e spero di prendere parte al ritiro di giugno”.

Cosa è cambiato in questo Parma rispetto alla prima parte dell’anno?
Dovevamo cercare di tirare fuori le nostre qualità cosa che magari prima non ci riusciva, in queste dinque partite l’abbiamo dimostrato e ci riesce tutto, quindi la consapevolezza nei nostri mezzi è aumentata”.

Sul Futuro:
“Dipende da tante situazioni, si vedrà, penso a godermi queste ultime partite e poi si vedrà. Sinceramente non mi pongo limiti. Sono giovane e crescere in una piazza più importante non mi dispiacerebbe. C’è da dire che qui a Parma ho trovato l’ambiente ideale per me e restare qui sarebbe comunque una grande soddisfazione”.

Quanto ha inciso la compattezza del gruppo in questa stagione?
“La bravura del mister è che tiene a tutti allo stesso modo e da giocare magari chi sta meglio e chi ritiene opportuno far giocare, tutti devono stare sul pezzo, guarda tutti i giocatori, è una mentalità che ha dato il mister. Non si pensa tanto alla soddisfazione personale, quanto al bene della squadra. Quando la si pensa in questo modo i problemi non nascono proprio”.

 

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