Dal Cile, Edu Vargas investe una giornalista: arrestato e rilasciato

C'è mancato un pelo perchè l'incidente si trasformasse in tragedia

di Nadia Napolitano 25 Maggio 2012 17:47

Arriva fresca fresca dal Cile una notizia che ha lasciato tutti i napoletani interdetti: Edu Vargas, oggetto misterioso del calciomercato invernale del Napoli, sembra averne combinata una grossa. A bordo della sua auto, insieme al padre ed alcuni amici, Turboman era pronto a gustarsi una partita assai avvincente: UdC-Libertad, valevole per la semifinale della Copa Libertadores.

Nei pressi del parcheggio dell’impianto Nacional di Santiago, l’attaccante, nel trambusto generale, ha investito involontariamente una giornalista del portale ‘Terra’. La povera sventurata risponde al nome di Karina Llanos Cortès: per lei soltanto qualche lieve contusione al piede. Subito dopo l’impatto, il nazionale Rojo è stato trasportato in commissariato per la deposizione di rito per poi essere rilasciato.

Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, Vargas non si sarebbe reso conto immediatamente dell’incidente. Assediato dai giornalisti, l’attaccante ha proseguito la marcia in auto senza curarsi di nulla. Soltanto in seguito, una volta raggiunto dagli agenti di polizia quando aveva già preso posto sugli spalti, Edu apprendeva dell’accaduto.

Archiviate le pratiche burocratiche, il cileno è scappato a sincerarsi delle condizioni della collega, che, a sua volta, rassicura tutti su Twitter:

Gracias infinitas por la preocupación de todos. Mi patita está bien, sólo contusiones leves, nada grave!
(trad. ‘Grazie infinite per la preoccupazione di tutti. La gamba sta bene, solo lievi contusioni, nulla di grave!‘, ndr.).

Volendo, inoltre, ringraziare il giocatore di essere intervenuto per lei, la cronista aggiunge:

“Por último… lamento que esto se haya agrandado tanto! Mis saludos a Edu Vargas que se preocupó y me visitó en la enfermería del Nacional
(trad. ‘Infine, mi dispiace che tutto ciò sia stato amplificato così tanto. I miei saluti a Edu Vargas che si è preoccupato ed è venuto a trovarmi nell’infermeria del Nacional‘, ndr.).

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