City, Mancini: “So che Balotelli fuma, lo prenderei a calci”

di Gianni Monaco 31 Dicembre 2011 14:25

Inutile fare moralismi o lezioni di medicina. Che il fumo fa male si sa già e dunque è meglio tenersi lontani. Ma quando si è uno sportivo il discorso vale 100 volte di più. Anche perché, nel mezzo, ci sono società che pagano decine di milioni di euro (tra cartellini e stipendi) e dunque hanno tutto il diritto di pretendere che un certo stile di vita.

Balotelli fuma. Non è certamente l’unico calciatore a farlo. Però, a differenza di altri, si è fatto beccare dai fotografi. Inoltre, avendo appena 21 anni, e arrivando a 5-6 sigarette al giorno, il fatto è ancora più grave.

Il suo tecnico, Roberto Mancini, è giustamente preoccupato e arrabbiato, nonostante l’ex interista abbia sin qui segnato 8 gol in Premier League: “So che Balotelli fuma – ha detto l’allenatore su sito ufficiale del Manchester City – e gli ho già detto di smettere. Non credo fumi molto, ma dovrebbe comunque smettere”.

Ma come agire per far passare questo vizio, che per un calciatore è tra i peggiori assieme all’alcool? “Lo prenderei a calci nel sedere se fossi suo padre o sua madre – taglia corto Mancini. – Ma non lo sono. E’ una cosa che non va bene”. Il messaggio è chiarissimo e vale il doppio visto che compare sul sito ufficiale del club. Balotelli ha intenzione di trarne le conseguenze? A medio termine, per un calciatore, gli effetti di uno stile di vita non adeguato possono essere devastanti. Basta chiedere a Ronaldinho, messo in disparte da Allegri. Il brasiliano, se non altro, fino ai 26-27 anni è stato tra i migliori al mondo.

La carriera di Adriano, invece, per quel che riguarda la parte gloriosa, è finita prestissimo. A 20 anni era considerato il futuro pallone d’oro. Ma già a 24-25 era quasi diventato un ex. Irriconoscibile quando è arrivato alla Roma, due stagioni fa. Grosso, lento, macchinoso: semplicemente impresentabile. Speriamo proprio che Balotelli voglia cambiare radicalmente il proprio stile di vita. Anche perché a Euro 2012 l’Italia di Prandelli ha assoluto bisogno del miglior Mario.

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