Calcio e politica, il caso ‘Denis’

Il Tanque Denis se la prende con la presidente dell'Argentina, ma promette: "no alla politica". I calciatori politici trombati e chi è già vicepremier.

di Antonio Pio Cristino 14 novembre 2012 10:01

La maglietta con la K cerchiata e sbarrata mostrata dal ‘Tanque’ Denis subito dopo il rigore realizzato domenica scorsa contro l’Inter sta tenendo banco nel suo paese di origine, l’Argentina. Il messaggio infatti è subito apparso inequivocabile: il Tanque se la prende con la presidente del suo Paese Christina Kirchner, rea di aver reso la sua patria meno sicura.

IL FATTO – Denis ha accusato i vertici dello stato argentino di non attrezzare le dovute contromisure all’escalation d’insicurezza di cui è preda Buenos Aires e l’intero territorio sudamericano, portando ad esempio anche fatti personali che hanno coinvolto alcuni suoi famigliari. La madre del bomber ex Udinese è stata infatti minacciata durante una rapina, mentre un parente ha perso la vita in un caso analogo. Denis però ci tiene a specificare che non è nelle sue intenzioni montare una polemica fine a se stessa, limitandosi ad accendere la luce su una realtà precisa. Per lui dunque non si prospetta una vita da ‘politico’ dopo quella sportiva come spesso accaduto ad alcuni suoi colleghi anzi, lo stesso argentino ha sottolineato immediatamente l’assoluto disinteresse verso la materia. L’attaccante dunque ha sfruttato il clamore mediatico solo per invitare le istituzioni a fare qualcosa per la sicurezza degli argentini.

I CASI PRECEDENTI – Calcio e politica sempre più spesso rappresentano un binomio. Tralasciando il caso più eclatante che vede protagonista l’ex premier e attuale presidente del Milan Silvio Berlusconi, solitamente il rapporto tra il mondo del pallone e la stanza dei poteri non è sinonimo di riuscita. L’ultimo caso è stato quello di Andrij Shevchenko che subito dopo aver appeso le scarpette al chiodo si è candidato alle elezioni ucraine ricevendo in cambio un deludente 1,58% di voti e il diniego all’accesso al Parlamento. Prima di lui fu un altro ex milanista, George Weah, a venir ‘trombato’ alle elezioni presidenziali della sua Liberia.

Ad aver avuto successo dentro e fuori dal campo è stato invece il georgiano Kakhaber Kaladze. L’ex difensore di Milan e Genoa infatti ha ottenuto la carica di vicepremier della Georgia alla sua prima partecipazione elettorale in assoluto.

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