Bojan si presenta, ecco le sue prime parole in rossonero

L'attaccante spagnolo è stato presentato alla stampa ed ha subito mostrato grande voglia di mettersi in discussione.

di Ivano Sorrentino 30 agosto 2012 15:10

Bojan Krkic potrebbe essere il vero colpo di mercato del Milan. Il giovane attaccante spagnolo infatti ha le carte in regola per sfondare anche nel nostro campionato, nonostante una parentesi alla Roma condita da alti e bassi. Ora l’attaccante ha una grande possibilità, visto che al Milan troverà sicuramente maggiore spazio a causa delle numerose defezioni con cui deve fare i conti il reparto avanzato rossonero. Bojan sembra averlo capito e ha già promesso grande impegno:

l Barcellona – ha spiegato – mi ha dato tanto, sia nel calcio che fuori. Tutto ciò che ho imparato mi servirà per restare in una grande squadra come il Milan. Mi servirà tutto. Aver giocato con Messi, Iniesta e Xavi, ad esempio….Ora però il mio presente si chiama Milan. Fin da subito qui è stato tutto incredibile. La squadra mi ha accolto benissimo, Milanello è bellissimo. Il giocatore però non dimentica anche la sua vecchia squadra e vuole salutare la Roma  “Voglio mandare un abbraccio ai tifosi giallorossi che porterò sempre nel mio cuore“.

Riguardo al suo futuro il calciatore spiega:“Sono qui per restare anche dopo la fine del prestito. Indosserò la maglia numero 22, il numero dei miei anni”. Proprio la scelta del numero potrebbe definitivamente chiudere l’ipotesi di un arrivo di Kakà al Milan. Il numero 22 infatti fu proprio del brasiliano ed il fatto che sia stato lasciato a Bojan potrebbe simbolicamente significare un totale passaggio verso il nuovo, un nuovo rappresentato da un giocatore che sembra davvero avere le motivazioni giuste. Infine Bojan parla anche di una presunta lite avvenuta l’anno scorso con il portiere Abbiati, secondo i giornali infatti l’attaccante dichiarò che il portiere era il punto debole della squadra.

La notizia però, a detta del giocatore, era totalmente falsa: “Spesso sui giornali escono cose non vere. E’ stato fatto un po’ di teatro…”.

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