Atalanta: le partite incriminate, ecco la verità di Doni

di David Spagnoletto 29 Dicembre 2011 12:36

Ammissioni, mezze verità e smentite. E’ quello che sta emergendo nel nuovo processo al calcio italiano, incappato di nuovo nel baratro delle combine e delle scommesse illecite. Processo che ha l’immagine di Cristiano Doni, il giocatore più famoso dell’inchiesta, su cui sta indagando il gip Guido Salvini. Doni che sta rivelando particolari su alcune partite disputate lo scorso anno dalla sua squadra. Per Atalanta-Piacenza, l’ormai ex giocatore ha detto che sarebbero coinvolti “Gervasoni, Conteh, il portiere e forse Guzman“.

Prima, però, il calciatore che disputò il Mondiale nippocoreano nel 2002, ha parlato di Ascoli-Atalanta:

“Prima della partita Ascoli-Atalanta, Santoni (ex preparatore dei portieri del Ravenna) mi disse che tramite il coinvolgimento di giocatori dell’Ascoli ci sarebbe stata più facile una vittoria. In quel momemento eravamo in zona alta di classifica ed io contavo sul passaggio in Serie A dell’Atalanta come obiettivo finale del campionato. Santoni di cui sono amico da tanti anni mi disse che come giocatore dell’Ascoli mi disse che io avrei dovuto andare da Micolucci che sarebbe stato non l’unico interessato ma il referente di quella partita. Santoni mi suggerì anche di stringergli la mano prima della partita in fase della così detta ricognizione del campo. Io però non volli incontrare questo Micolucci perché non lo conoscevo e non mi sembrava giusto. Secondo Santoni avrei dovuto dire a Micolucci una frase di questo genere: “Ti saluta Marco il dottore. Io tra l’altro all’epoca non sapevo chi fosse questo Marco e se esistesse e solo dopo i fatti del giugno 2011 ho capito che poteva essere il dentista Pirani, persona che non ho mai conosciuto. In occasione di quella partita ero in panchina e comunque non ebbi la sensazione di una particolare arrendevolezza da parte dell’Ascoli”.

Quel match come ha ricordato l’imputato “finì 1-1 e dopo la partita ebbi occasione di dire a Santoni “Guarda che vi stanno prendendo in giro” (…). In questa vicenda Santoni mi ha fatto anche il nome come coinvolto del suo direttore sportivo, cioè del direttore sportivo del Ravenna presso cui prepara i portieri. In pratica le notizie o parte di esse arrivavano da lui“.

Su Padova-Atalanta, ecco la versione di Doni: “In questo caso Santoni non mi disse proprio niente. Solo dai contatti con Benfenati questo mi fece capire che c’era un accordo per il pareggio. io feci la ricognizione in campo anche per vedere se qualcuno mi fosse venuto incontro, ma per me fu una partita vera“.

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