Finito l’anno ‘horribilis’ della Sampdoria, ma la rimonta è possibile?

di Ivano Sorrentino 2 gennaio 2012 13:55

“Finalmente”, è di sicuro il termine usato dai tifosi della Sampdoria allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2011. L’anno appena concluso è stato infatti uno dei più tristi nella lunga storia del club blucerchiato. Dopo aver infatti raggiunto lo storico traguardo del quarto posto,e quindi l’accesso ai preliminari di Champions League, i blucerchiati hanno conosciuto solamente sconfitte e umiliazioni. Si è iniziato con il Werder Brema che segna all’ultimo minuto e vanifica una stupenda partita dei doriani eliminandoli dalla Champions, ma questo è solo l’inizio.Dopo un buon avvio in campionato è iniziata la clamorosa discesa che ha portato ad una retrocessione tanto inaspettata quanto tragica. La serie B però, nonostante l’allestimento di una rosa che avrebbe dovuto “stracciare” il campionato, non è iniziata sotto i migliori auspici, e i giocatori della Samp hanno avuto difficoltà a ambientarsi tra i cadetti.

Ora però è tempo di lasciarsi alle spalle tutte le delusioni e ricostruire, sia dal punto di vista psicologico che tattico, una squadra con una tifoserai che vuole a tutti i costi ritornare in massima serie. Il mercato di gennaio, come spesso accade, risulta essere una grande occasione per invertire il trend negativo, ma bisognerà operare oculatamente, evitando cessioni eccellenti e allontanando quei giocatori che hanno deluso le aspettative. In quest’ottica sembra scontata la permanenza di Palombo e Pozzi, mentre molto probabilmente faranno le valigie due giocatori su cui la dirigenza aveva puntato molto, ovvero Costa e Piovaccari.

Basterà il mercato per risalire la china? La risposta come sempre la darà al campo anche se c’è un dato totalmente a sfavore dei doriani: da quando la vittoria vale tre punti (1994) nessuna squadra che alla fine del girone di andata distava 15 punti dalla prima è riuscita a salire in serie A. Dall’altro lato però ai blucerchiati potrebbe andar bene anche entrare nei play-off, per poi sfruttare al massimo il fattore campo e il calore della loro tifoseria.

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