Tifosi dell’Hellas tra razzismo e guerriglia, qualcuno fermi questo scempio

di Ivano Sorrentino 21 gennaio 2012 17:57

La premessa e d’obbligo: in ogni tifoseria e in ogni città d’Italia e del mondo sono presenti le cosiddette “teste calde”, individui che poco hanno a che vedere con i principi dell’educazione del rispetto reciproco, e con le altre persone del luogo. La città di Verona infatti è una delle più belle della penisola, con un patrimonio artistico e culturale invidiabile e con tantissime persone che fanno dell’ospitalità e dell’accoglienza i loro punti di forza. Da  qualche tempo però balza spesso alla cronaca sportiva, e non solo, un’altra parte della città di Verona, una minoranza composta da persone che fanno del razzismo e della violenza i cardini del loro modo d’agire.

Questa piccola ed esigua minoranza del popolo veronese è solita sedersi nella curva dello stadio Bentegodi, utilizzando come scusa quello di tifare per la storica squadra cittadina. In realtà infatti questo esiguo gruppo di facinorosi è solito concentrarsi su “tematiche” che esulano il calcio e non riguardano i 22 giocatori che sfilano sul manto erboso. Il coretto dei facinorosi in questione infatti va a scavare in tematiche che si potrebbero definire, nell’era della globalizzazione, ormai ottocentesce. La discriminazione razziale delle persone provenienti da Roma in giù sembra essere infatti l’unico pensiero che la subdola mente dei facinorosi riesca a concepire, e via dunque ad una serie di “coretti” cantati con convinzione sotto lo sguardo spesso attonito del restante pubblico. Certo, il calcio è fatto anche di sfottò, sopratutto quando si incontrano squadre con la quale si ha una storica rivalità, ma anche qui sarebbe molto discutibile l’utilizzo di queste tipologie di cori, figuriamoci quando vengono cantati verso tifoserie mai incontrate prima.

Oggi il Verona ha meritatamente vinto contro la campana Juve Stabia esprimendo un bellissimo gioco e meritando di essere tra le prime. I facinorosi in questione però purtroppo non hanno goduto dello spettacolo offerto dagli scaligeri concentrandosi più a rimarcare la provenienza della tifoseria avversaria oltre che lanciare bombe carta e infine dedicare un coro indicibile verso un diciannovenne tifoso della Juve Stabia scomparso prematuramente per incidente stradale. Bene, sarebbe giusto domandarsi quando queste provocazioni, che ovviamente scatenano una scia di violenza perchè vanno a stuzzicare i facinorosi delle tifoserie opposte, finirà. Quando finalmente la giustizia,sportiva e non, deciderà di mettere a tacere le bocche di quesi pochi facinorosi e quando la stessa gloriosa società dell’Hellas e la stessa parte sana, che ripetiamo è assolutamente la maggioranza della città, deciderà di intervenire contro questi individui. Purtroppo visto l’immobilità di molti si rischia che questi episodi di razzismo e violenza continuino con ogni probabilità,visto l’andamento dell’Hellas, anche in massima serie. Sarebbe l’ennesimo messaggio negativo del nostro calcio assistere ad una partita di Serie A avendo come sottofondo cori irripetibili, è ora che chi di dovere si svegli.

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